Ferdinando De Sena ‘Spalding’s Bounce’

(Navona 2016)

Se dovessi descrivere la musica del compositore Ferdinando De Sena, userei l’espressione “jazz cameristico”. Il primo termine è giustificato dal fraseggio spezzato e scattante, dai ritmi sincopati e dalle armonie tipiche del jazz. Il riferimento alla tradizione della musica da camera è dovuta invece, oltreché al ricorso ad organici strumentali ridotti (trattasi di duetti o trii), a una compostezza formale che non nuoce alla piacevolezza d’ascolto, ma anzi ne costituisce la radice nascosta. I vari brani si sviluppano, per così dire, in orizzontale, senza grossi scossoni o sussulti, senza la complicità di suadenti armonie o spunti melodici di speciale interesse, ma vivendo piuttosto del dialogo, serrato ed elegantemente intessuto, tra gli strumenti, o delle combinazioni timbriche di volta in volta escogitate. Tra queste, particolarmente azzeccate sembrano le combinazioni di sax, piano e violoncello; arpa e violino; mandolino e chitarra. Ma forse è nelle due tracce puramente elettroniche che si raggiungono i risultati più interessanti, essendo questa la veste più adeguata a una musica dalla forte impronta intellettuale e geometrizzante.

Voto: 6

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