Aziza Brahim ‘Abbar el Hamada’

(Glitterbeat/Vibrant Global sounds 2016)

“Abbar el Hamada” è il secondo disco di Aziza Brahim, che oltre ad essere una cantante e musicista è anche un’attivista che lotta per i diritti dei migranti ed è stata lei stessa profuga dal Mali nel deserto algerino in un campo per rifugiati. Attualmente vive a Barellona, dove ha inciso questo disco con l’aiuto di amici e musicisti di vari paesi africani e sotto la supervisione di Chris Eckman.
Il disco è quasi in contrapposizione al precedente “Soutak”, decisamente più solare. Il lavoro in questione, infatti, ha tratti fortemente malinconici e combattivi (Intifada).
Musicalmente si tratta di un incrocio tra le varie sonorità del sud del mondo, prevalentemente mediterranee, africane e sudamericane, con chitarre acustiche ed avvolgenti, spesso in primo piano, tra momenti seducenti (El wad ) e altri proiettati verso il blues maliano (Baraka), ma con un approccio più pop, brano che fa il paio con il blues riflessivo e tutto femminile di (Los muros).
Un disco che rilassa, ma che fa anche riflettere sulle ingiustizie e la necessità di lottare a favore dei più sfortunati.

Voto: 8

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