Porta Palace Collective ‘Neuroplastic Groove’


(Rudi Records 2016)

Sei composizioni, dovute, due a testa, al trombettista Johnny Lapio, al batterista statunitense (attivo da tempo anche in Italia) Jimmy Weinstein e, udite udite!, niente meno che al trombonista romano Giancarlo Schiaffini, sono proposte in questo cd dal “collettivo di Porta Palazzo” (lo storico mercato di Torino), con, oltre ai già nominati musicisti, Lilly Santon (apprezzabile soprattutto per la sua ritmica risata in Lei Non Disse Molto Altro e, per la notevole modulazione espressiva, in Leaders, un brano interessante, dall’andamento frastagliato e ondivago), Natzuki Tamura (tromba ecc.), Giuseppe Recupero (sax tenore), Satoko Fujii (piano), Lino Mei (fender rhodes) e Gianmaria Ferrario (contrabbasso). Musica viva dalla prima traccia (che dà il nome all’intero album) all’ultima (Come Se Fosse Autunno): due brani peraltro bellissimi. Musica dotata di grande forza e convinzione. Musica colta e popolare a un tempo, che esibisce una progettualità chiara ed esprime un intenso sforzo, singolare e collettivo, di ricerca nel sound, nella dimensione compositiva, nel dinamismo (talvolta nervoso) degli assoli, nell’intensità espressiva e nell’interazione strumentale (si ascolti in merito il confronto tra batteria e altri strumenti in Micro Texture And Low Cluster), pur affondando solide, evidenti e profonde radici nella tradizione dell’improvvisazione jazz e avanguardistica. Un “bravo!” soprattutto a Johnny Lapio, eccellente animatore culturale, capace di promuovere, allestire e coordinare un evento discografico davvero ricco e appetitoso.

Voto: 9

Alessandro Bertinetto

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