Simon Balestrazzi ‘Asymmetric Warfare’

(Azoth 2015)

Stati d’urgenza e d’emergenza, contemplati/trattati/esposti.
A
traballar come pugili suonati di fronte all’incontenibile flusso di
filmati (e suoni) che opprime petto e testa.
Pressione e
pulsazioni, ansia e paranoia (in amplificazione e rapida
propagazione).
Gli istanti prima che la paura arrivi a saturare
tutto e tutti.
Avanzate e arretramenti, indistinguibili l’uno
dall’altro.
L’urto dell’oggi livido e bellicoso, da questo trae
ispirazione “Asymmetric Warfare”.
Voci lontane, in
adrenalina post-evento o ringhio ammonitorio, stridere di oggetti,
superfici e materiali in ispirata sollecitazione (la plumbea
meraviglia incombente a solcar il cielo dell’iniziale Moving
Targets
).
Cortocircuitazioni, silenzi non rassicuranti,
piezoelettrici in sfascio contratto (la scarna e temibile Improvised
Explosive Devices
).
Devastati mantra urbani, feedback di ugole
scartavetrate e la fissità, bassa e ribollente, di motori in
fase d’avviamento (Scorched Earth).
Spari in lontananza,
minacce e puntamenti tecnologici.
Certezze in rapido disfacimento
tutt’attorno.
Balestrazzi è in fiamme da tanto/tanto
tempo oramai.
Impressionante descrizione di un presente avariato.

Voto: 8

Link correlati:Azoth Records Bandcamp Page