Sergio Cervetti ‘Transits: Minimal to Mayhem’

(Navona 2015)

Mai come nel recente Concertino per pianoforte e fiati che apre questo CD Navona il connubio tra minimalismo nordamericano e influssi folkloristici sudamericani, da sempre al centro della musica di Sergio Cervetti, ha funzionato così alla meraviglia. Con pianoforte e sassofoni in primo piano a trascinare il resto della compagine orchestrale in tortuosi sentieri e fragorosi approdi. Seguono tre brani più datati, risalenti alla fine degli anni Settanta. Exiles si apre col pianoforte che esegue un tema patriottico uruguagio che subito però lascia spazio a un morbido e confortante tappeto di fluttuanti sonorità elettroniche, le quali dominano anche in El Rio de los Pajaros Pintados, stavolta accompagnandosi e fondendosi con il suono del bandoneon. Guitar Music è forse il più minimale di questa serie di pezzi, tutto giocato si un fraseggio chitarristico che si protrae incalzante fino alla fine, solo di rado deviando dalla strada rettilinea e maestra tracciata. Chiude Candombe, del 1996, dove l’autore rielabora i ritmi sincopati di una danza uruguagia in un crescendo orchestrale incalzante e scintillante: punto esclamativo di un CD ricco, colorato e intenso.

Voto: 8

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