Archivio Autore: Marco Carcasi

Gilbert Isbin / Scott Walton ‘Recall’

(Pfmentum 2012) Intreccio meraviglioso di corde “Recall”.Melodiche, emozionali, ben oltre ogni steccato di genere.Gilbert Isbin è compositore/chitarrista belga di qualità sopraffina.Un’ipotesi strumentale la sua, in grado di coniugar impro/jazz, polveri Fahey e cristalli di folk inglese (vedi l’omaggio nel 2000 a Nick Drake).Da qualche anno, completamente dedito allo sviluppo di una visione attuale del liuto […]

Compoundead ‘Cutting Your Certainty’

(Sincope 2012) Procedono pancia a terra, Mara e Truculentboy, lontani mille miglia, da ogni hype effimero del momento.In solitudine esasperata/glaciale.“Cutting Your Certainty”, son due distese vetroso/frastagliate ed un urto organizzato.Esplorazioni radianti, condotte sul fondo di un abisso, dove la luce che filtra, è riverbero accecante.La temperatura, ben oltre la sopportazione fisica.Un ispirato eternal feedback, figlio […]

Insub Meta Orchestra ‘Archive # 2’

(Insubordinations 2012) La seconda residenza estiva (2012), dell’orchestra IMO, affila notevolmente, il suo complesso intento estetico/strategico.Un percorso collettivo non gerarchico, strumentalmente attento e reciproco.Dove ogni musicista (in questa occasione, siam all’incirca sui quaranta), tramite un feroce controllo/non ortodosso, si slega dalla concezione classica del proprio strumento, operando su toni e volumi in modalità controllata/continua/modulare.Libera espressione, […]

Dalila Kayros ‘Nuhk’

(Den 2013) Rifulge di salvifica ostilità manifesta “Nuhk”.Al contempo, rivendicazione d’appartenenza e gesto d’autodifesa.Fra ruggine, salsedine e calore estremo, un tutt’uno corroso ma non domo.Dalila Kayros non s’omologa in forma di ricercata tappezzeria etno.Piuttosto spalanca le porte, al caos montante che tutto travolge.Non lo respinge e lo accoglie.L’orrore in divenire c’attende chiamata, scorto nel lampo […]

Alexandr Vatagin ‘Serza’

(Valeot 2013) Bellezza screpolata e compressa, quella contenuta in “Serza”.Trenta minuti praticamente da manuale, cinematografici, aperti e gentili.Dove lo scricchiolio digitale, incontra camere acustiche, intrise d’umori che profuman di terra (Mantova).Delicata intimità, accesa da folate di noise armonico/depotenziato e corde vibranti d’arpeggio.Una terza prova per l’ucraino Vatagin (violoncello, synth e laptop. Cofondatore della Valeot, anche […]

Jason Robinson ‘Tiresian Symmetry’

(Cuneiform 2012) Una big band (avant/bop) in grande spolvero, quella approntata dal sassofonista/compositore/improvvisatore Jason Robinson.Parata di complessità epidermiche, ritmicamente travolgente (in deliquio ammirevole, tra frenetiche stecche funk ed esasperazioni appiccicoso/tropicali).Il corpo Africa sognato/idealizzato dagli Stati Uniti, in tiro lisergico (moderato/torbido).Pulsa, scarta e s’aggroviglia.Spazi aperti e compressioni improvvise, urti e scorribande notturne fiato in gola.In nevrotica […]

The Kandinsky Effect ‘Synesthesia’

(Cuneiform 2013) Poco e niente, c’entra il pittore russo, niente, il processo sensoriale che vorrebbero, come da titolo attivare. Fra New York e Parigi, (cool) jazz, notturno e metropolitano, sporcato d’elettronica che ingrossa la vena. Funk nella battuta, spesso ciondolante sul limitar del post rock (Brighton), levigato e molto stiloso. Il piedin mosso a tempo […]

Peter Broderick ‘These Walls Of Mine’

(Erased Tapes 2012) Che bello!Ispirato e leggero come soffio, “These Walls Of Mine”.L’americano a Berlino, Peter Broderick (anche con i danesi Efterklang), in casalinga solitudine, con un microfono ed un portatile, registra e mette (gratis) online, canzoni ed ideuzze sparse.Ognuna con una foto e parole a fargli compagnia, i commenti giungono, ed è quel che […]

Poppy Ackroyd ‘Escapement’

(Denovali 2012) scomposto grigio/luce.Poi arriva Settembre ed il campionato di calcio, alla gentilezza ostentata, sostituiremo cori da stadio insultanti e vomitevoli.Contro tutto e tutti.Che Dio non abbia timore, gli toccheranno anche a lui.Aiuta a sopportare l’odore di ascelle sudate sul 3 bus?Mica tanto, se poi il vicino di sedile, ti comincia a ridere in faccia […]

Dylan Ryan / Sand ‘Sky Bleached’

(Cuneiform 2013) Per descriver il suo esordio, il batterista Dylan Ryan, ne spara di belle (un suono fra Black Sabbath, Cure, Joni Mitchell e free jazz), sarà colpa di eccessi alcoolici, poiché di tutto ciò, non se ne trova traccia (grazie a Dio).In compagnia del duo Sand (Timothy Young e Devin Hoff, chitarra e basso), […]