
(Mais Um 2026)
The King is back!
Torna con un nuovo album il cantante e musicista ghanese maestro del kologo (un liuto tradizionale a due corde tipico della zona settentrionale del Ghana),che dopo aver legato a lungo la sua produzione alla figura di Arnold De Boer (in arte Zea, membro dei The Ex) decide di cambiare (in parte) forma.
Per questa nuova uscita discografica il nostro vola a Ramsgate, nel Regno Unito, alla corte di un altro King: Adrian Sherwood, leggendario padrino della dub music, boss della On-U Sound Records.
Il nostro “punkettone afrofuturista” fa praticamente tutto in un pomeriggio, registra i suoi pezzi voce e kologo in mezza giornata e in seguito Mr.Sherwood mette mano alle tracce assieme ai suoi i collaboratori storici per plasmarne il suono finale.
Tra i credits troviamo Doug Wimbish al basso, Ivan Hussey al violoncello, Alex White al sassofono e l’ex Yardbirds Alan Glen all’armonica, oltre a Ayuune Sule, braccio destro di Ayisoba che arricchisce quasi tutti i brani con le sue incursioni ai cori e alle percussioni.
Al centro di ‘Pure Confusion’ c’è ovviamente la voce potente e corposa di King Ayisoba, assieme alla sua straordinaria abilitànell’utilizzo di tre registri vocali differenti anche all’interno dello stesso brano; una di queste voci, come racconta lo stesso musicista, appartiene allo spirito di suo nonno, un antico guaritore che lo guida fin dall’infanzia.
La straordinaria vocalità si fonde perfettamente col suono grezzo, ipnotico e persuasivo del kologo, elementi che rimangono la colonna vertebrale e vero cuore pulsante dell’intero disco.
Disco che si apre con i 5 minuti della movimentata Property, un urlo contro la corruzione e le dispute terriere in Ghana, dove l’armonica a bocca di Glenn assieme al sax tenore di White contribuiscono a rendere ancora più graffiante l’atmosfera.
Deycomeè un dub apparentemente rilassato dove la voce del King alterna Pidgin English e lingua Frafra (parlata principalmente nel Ghana e nel sud del Burkina Faso) denunciando controllo sociale e ingiustizie.
L’oscura e misteriosa Tewogilige è invece un invito alla tolleranza e ad avere comunque una mentalità aperta.
Memsoh e Bemba mettono in risalto una formidabile sezione ritmica, mentre l’andamento ipnotico di Ndelange-Taba prepara il terreno alla parte più spirituale del disco.
L’ancestrale Nkaase è un potente canto d’evocazione dedicato agli antenati, seguita dai sei minuti acidi di Leeda-Mampanga, dove il kologo e i sintetizzatori Juno si uniscono umilmente a celebrare il divino.
A chiudere l’album è la gioiosa No Tradition, No Africa che vede la partecipazione di Rocky Dawuni in un perfetto mix di afrobeat, highlife e reggae a ricordarci che la forza di un popolo risiede nella propria cultura e nel rispetto delle proprie radici profonde.
La magia di questo disco a mio avviso sta nel rispetto reciproco e Sherwood è bravo a non snaturare l’energia primordiale dell’artista ghanese, riuscendo a costruirci attorno una cassa di risonanza psichedelica che ne amplifica la trance.
Per concludere in bellezza, a fine novembre King Ayisoba arriverà in Italia per un paio di concerti e ovviamente non si può mancare!
Voto: 7,5/10
King Ayisoba ‘Pure Confusion’ Bandcamp Page
