FLING II ‘3’

(We Are Busy Bodies 2026)

Il progetto a nome FLING II torna col suo terzo capitolo discografico, intitolato semplicemente ‘3’, pubblicato in formato digitale e vinile dall’eclettica label canadese We Are Busy Bodies.
Un affascinante percorso musicale intrapreso una manciata di anni fa e cominciato con l’esordio omonimo del 2022, uscito per l’italiana Black Sweat Records: un folgorante viaggio in territori di krautrock classico (a proposito… divertente l’aneddoto riguardante Dome, boss di Black Sweat, che contatta Gowland per mail convinto di trovarsi di fronte a materiale d’archivio).
A questo ha fatto seguito, due anni dopo, il sophomore ‘2’, che ha delineato molto nitidamente i confini sonori del progetto, arricchendosi di sfumature notturne e rarefatte.
Brad Gowland— batterista e fondatore dei Fling II di base ad Ann Arbor — assieme ai suoi amici e collaboratori Richard Murphy e Dave Van Dusen (chitarre), Adam Narimatsu, Cory Chubb (tastiere) e Tony Guarino (batteria), si ritrovano così ai Willis Sound Studio in Michigan con l’unico pretesto di “far finta di essere una vera band”, registrando per ore e ore le lunghe jam session sviluppate nei due giorni di studio.
Ne viene fuori un flusso alquanto rilassato e spontaneo, dove i synth modulari convivono con pulsazioni motorik, dilatazioni kosmische e suggestioni new age/ambient.
L’ascolto comincia con l’iniziale lau, un intreccio di sintetizzatori arpeggiati e percussioni terrose in orbita nel vuoto cosmico, che poi sfocia nei pressi di sonorità space rock grazie all’entrata di basso e batteria.
Inkeci delizia per oltre 5 minuti con il suo inizio cupo e solenne che gradualmente si trasforma in un flusso caldo, quasi terapeutico, con percussioni da “quarto mondo” e sfumature vocali che ammiccano al dream pop, avvolgendo tutto in una magnifica bolla ambient.
Nell’intermedia bant le trame si fanno spaziose: i sintetizzatori analogici modulari hanno modo di respirare liberamente, portandoci alla traccia successiva, beem, una meravigliosa stravaganza “cosmic-krautry”.
Qui le linee di pedal steel guitar di Van Dusen scivolano sinuose sopra sintetizzatori pulsanti e a un ritmo motorik di scuola Neu!.
Arriviamo alle due tracce finali: ilia è un’irresistibile passeggiata in relax, un inaspettato trip-hop jazzato con al centro una coperta avvolgente di piano Rhodes, archi di sintetizzatore e una batteria quasi funk.
Ti rimane appiccicata addosso ed è sicuramente una delle mie preferite del lotto.
Mago è la traccia di chiusura, perfetta sintesi sonora dell’intero disco che unisce tutte le diverse sfumature della band: un’improvvisazione infinita dalla sensibilità prog che cresce e si rigenera, per terminare in una nuvola eterea di drone.
‘3’ è un album intimo, privo di logiche di mercato che, come ci tengono a specificare tramite le note stampa, si propone come “un album per nessuno in particolare, o forse, in particolare per nessuno”.
Ed è anche in questa totale libertà da qualsiasi aspettativa che risiede la sua bellezza.

Voto: 7,5/10

Fling ii Bandcamp Page

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