Ryan Choi “Whenmill”

(Off Record Label 2016)

Conosciuto in occasione del debutto su Accretions, “Three Dancers”, in cui si evidenziava una carica espressiva dirompente, augurandosi un prosieguo discografico che si fosse dimostrato più dettagliato e ampio in fatto di idee, ecco che Ryan Choi ricompare nello stereo dopo pochissimi mesi con un nuovo lavoro, questa volta per la belga Off, sempre solistico e basato sull’anima nuda del proprio ukulele baritono. Un lavoro che si discosta dal precedente nella movimentazione, qui più statica e dal tocco classicheggiante, e priva di un apporto esterno dell’elettronica. I tempi permangono essenziali: la scaletta è composta da un unico set diviso in tre atti, registrato in apertura, che sfiora i 15 minuti, più una improvvisazione finale che supera appena i 12. Le emozioni ivi incluse da principio si fanno cullare da tempi sospesi, da giochi col silenzio (Quixano, Inn Blue, la title track) per farsi più estrose, piccanti nella sarabande in chiusura, l’act più stuzzicante e fantasioso di un discorso che ancora adesso suona interessante ma nello stesso tempo troppo fugace e secco nella scelta dei tempi. Di sicuro pazientare un peletto in più tra l’uscita di un lavoro e l’altro potrebbe soltanto giovare al giovane Choi nel presentarci alla terza occasione un lavoro che assuma le reali fattezze del full lenght, capace di sciorinare dettagliatamente a 360° l’estro improv di questo talent boy dell’ukulele.

Voto: 7

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