Tortoise ‘The Catastrophist’

(Thrill Jockey 2016)

Il quintetto di Chicago, dopo essere stato tra i padrini del post rock e l’ubriacatura jazz-prog a cavallo del 2000 sembrava non aver più nulla da dire. Invece no! I Tortoise sono tornati sfidando mode, perplessità e sfiducia guardando gli altri dall’alto in basso, producendo un disco ben strutturato e con cui cambiano passo.
A sette anni da “Beacons of ancestorship” i Tortoise frullano tutto quanto hanno fatto finora dando al loro sound un’impronta maggiormente electro, riappropriandosi di quanto i loro eredi (tanto per fare un nome i Battles) hanno attinto da loro, ascoltare per credere la sperimentale e tirata Shake your hands with danger.
Gli stilemi a cui ci avevano abituati da “Standards” in poi in “The Catastrophist” sono praticamente assenti, se ne sentono degli accenni nella title-track, tanto è vero che in scaletta troviamo anche la cover di Rock on di David Essex, cantata da Todd Rittmann degli U.S. Maple e resa come un intrigante incrocio tra il Beck elettronico e i Battles (ancora loro) rallentati.
Tuttavia, i chicagoani hanno attinto ancor di più dal panorama degli anni ’70, riadattando a modo loro il kraut rock con le tastiere acide di Gesceap e con la tensione variegata e scandagliata elettronica di Ox Duke.
Il post rock fa capolino nell’arpeggiata Tesseract e inquietano le trame oscure e decise della conclusiva At odds with logic. Siamo proprio felice di sapere che i Tortoise sono in gran forma.

Voto: 8

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