Arthur Gottschalk ‘Requiem for the Living’

(Navona 2015)

Un Requiem di grande potenza, quello del compositore americano Arthur Gottschalk; sulla scia della celebre Mass di Lenny Bernstein, per il suo mescolare classico e moderno, sacro e profano (anche nei testi), belcanto e gospel. E marcatamente americano, nell’incisività e varietà ritmica che infonde vitalità ed energia ad ogni movimento, e che giustifica e risolve l’apparente paradosso del titolo: il commiato dai defunti trasformandosi in un inno alla vita, senza con ciò trascurare momenti di contemplazione (all’interno di un impianto armonico marcatamente tonale) e introspezione emotiva. Particolarmente suggestivi sono i contrasti tra le liriche linee intonate dai solisti e i possenti interventi del coro, che pure talvolta si distendono in nitidi disegni contrappuntistici di stampo rinascimentale. Solo uno dei segni di una scrittura vocale sapiente e ricca di sfumature espressive, che combinata a un’orchestrazione esuberante (dove un ruolo fondamentale è affidato agli ottoni) produce un effetto di grande impatto emozionale e spettacolarità sonora. Un lavoro profondo ed entusiasmante, da parte di un compositore evidentemente all’apice della propria vena creativa.

Voto: 8

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