Luca Segala ‘Cloudriding’

(Amirani Records 2014)

Di contemporanea sensibile eleganza “Cloudriding”.
Ad
incrociar scrittura e spazi di libera interpretazione.
Che non
disdegna l’elettricità (Magic Orchestra), pause
contemplative e caracolli (la dolenza e la reattività di
Flight Of The Birds).
Inclusivo di esposizione radici
(certi settanta che sprizzano spesso) e ricerca di un’oltre.
E a
tratti gira proprio bene (il crocicchio da soundtrack, buono per
Jarmusch di Bolero).
Capace anche di scaricar a
terra una certa dose di fulmini e saette (Alberico e la sua
espansione/contrazione in organizzato free da camera).
Oltre al
sax del compositore, viola, chitarra elettrica, contrabbasso e
batteria (Paolo Botti, Riccardo Bianchi, Tito
Mangialajo Rantzer
, Ferdinando Faraò).
Aspri
quel che basta ad evitar l’effetto carta da parati (in leggera
perdita d’aderenza sul finale con i non convincenti ghirigori
strumentali di Cloudriding).
La direzione par quella
giusta.

Voto: 7

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