Playlist Kathodik 2013

La Playlist 2013 a cura della redazione di Kathodik. Leggere prego!!!

 


 


 


 


 


 


 


 


 


Marco Paolucci


uccio12@hotmail.com



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Playlist 2013


Best of 2013 dentro Kathodik



  1. Tetuan ‘Qayn’ (Brigadisco 2013)
  2. Bachi Da Pietra ‘Quintale’ (La Tempesta/Venus 2013)
  3. Hobocombo ‘Moondog Mask’ (Trovarobato 2013)
  4. Paolo Angeli ‘Sale quanto basta’ (ReR 2013)
  5. Mombu ‘Niger’ (Subsound 2013)
  6. Deadburger Factory ‘La fisica delle nuvole’ (Snowdonia/Goodfellas 2013)
  7. Zeus ‘Opera’ (Tannen 2013)
  8. Gianluca Becuzzi/Fabio Orsi ‘Dust Tears and clouds’ (Silentes 2013)
  9. Polvere ‘Polvere’ (Old Bicycle Records 2013)
  10. Slim Cessna’s Auto Club ‘Scacor an introduction for young and old Europe’ (Glitterhouse 213)


Best of 2013 fuori Kathodik



  1. King Krule ‘6 feet benehath the moon’ (XL 2013)
  2. The National ‘Trouble will find me’ (4AD 2013)
  3. Ovo ‘Abisso’ (Supernaturalcat 2013)
  4. Ornaments ‘Pneumologic’ (Escape From Today 2013)
  5. Massimo Volume ‘Aspettando i barbari’ (Tannen Records 2013)
  6. Mount Kimbie ‘Cold Spring Fault Less Youth’ (Warp 2013)
  7. Sebadoh ‘Defend Yourself’ (Domino 2013)
  8. Maurizio Testa ‘Morire’ (?)
  9. Calibro 35 ‘Traditori di tutti’ (Recods Kicks 2013)
  10. Boards of Canada ‘Tomorrow’s Harvest’ (Warp 2013)

 


Marco Carcasi



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


grahgreen@yahoo.it


Playlist 2013


Fra molta confusione, in ambiente chiuso/strappato via.
Di troppo stanca balbuzie, spostata lungo i bordi.

Peter Cusack “Sounds From Dangerous Places”
Arizona Dranes “He Is My Story”
Billy Bragg “Tooth e Nail”
Tan T’ien “The Fourth Door”
Erika Dagnino Quartet “Signs”
Vipcancro “Gamma”
Sightings “Terribly Well”
Andrea Borghi “Musica Per Nastro”
The Woodentops “Before During After”
WhyOakTreeOh “Here Not There”
Dalila Kayros “Nuhk”
Geometrie Variabili “The Breath”
Plastic Violence “Plays The Dirt”
Massimo Barbiero “Sisifo”
Compoundead “Cutting Your Certainty”
MSMiroslaw “Rebirth Invocations”
Corrado Altieri / Gianluca Favaron “The System Of Objects”
Laura Mura “Il Mio Disco”
Ongaku2 “Short Stories”
Vole “The Hillside Mechanisms”
Hübsch / Martel / Zoubek “June 16th”
Michael Barrett / Mike Griffin “Birtual Seme-Alabak”
Polvere “The Polvere’s Farewell”
Ghédalia Tazartès “Check Point Charlie”
Deison / Galan “Cayendo”
Alexandr Vatagin “Serza”
T.A.C. “Chaosphere”
Alex Lubet “Spectral Blues”
Deison / Candor Chasma “Antimatter Circles”
Metal Rouge “Let Us Pretend That We Have No Place To Go”
Factrix / Control Unit “Elegy For Rusted Souls”

A girar; spesso nei giorni: Arnold Dreyblatt “Nodal Excitation”, Tin Hat Trio “Helium”, Ben Vaughn / Alan Vega / Alex Chilton “Cubist Blues”, Popular Mechanics “Insect Trust”


 


 


Vittorio Lannutti




 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


vittoriolannutti@libero.it


Playlist 2013


10 dischi italiani:


Appino: Il testamento (La tempesta) – Un’ora di autoanalisi condivisa e di grande cantautorato Bachi da Pietra: Quintale (La Tempesta) – il peso dell’indipendenza


Cesare Basile: s/t (Urtovox) – folk siciliano e folk USA che si fondono in un sound profondo e magnetico


CorLeone: Blaccahénze (Etnagigante) – Il Roy Paci che vogliamo sempre sentire


Alessio Lega: Mala Testa (Ost U Gemuse) – Il cantautorato che non guarda il suo ombellico, ma che ha tra le sue priorità gli sfruttati


Plasma Expander: Cube (Brigadisco, From Scratch/HySM?/Hum Anf Eat Her/Onlyfuckingnoise/Sweet Teddy/Villainferno/Wallace) – hanno superato i Battles


Oslo tapes: s/t (DeAmbula) – grande noise e ottimo shoegaze


Santo niente: Mare tranquillitatis (Twelve)


Giacomo Sferlazzo: Quando sono assente mi manco (Succo Acido) – Cantautorato introspettivo e anarchico


Il Vocifero: Amorte (Niegazowana/Audioglobe) – cantautorato sui generis


 


10 dischi stranieri:


Chelsea Light Moving: s/t (Matador) – Tengono viva la fiamma sonica dei Sonic Youth


Dirmusic: Trobles (Gliterball) – Blues, sperimentazione e psichedelia tra metropoli e deserto del Sahara, le radici e le ali del blues


Steve Earle & the Dukes (& Duckesses): The low highway (New west) – la depressione e il frastagliamento del sogno americano


The Ex & Brass Unbound: Enormous door (Ex records) – commistione di post punk, free-jazz e sonorità balcaniche


Marvin: Barry (Africantape) – innovazione e strani intrecci sonori


Merzbow Gustafsson Pandi ‘Cuts’ (Rarenoise) – Il puro godimento dell’improvvisazione electro-jazz-noise


Mudhoney: Vanishing point (Sub Pop) – dopo 25 anni si torna alle radici e all’essenza del grunge Oblivians: Desperation (In the Red) – il ritorno al garage-blues più sporco e malato


Pissed Jeans: Honeys (Sub Pop) – abrasivi e sferraglianti come pochi


Iggy Pop & The Stooges: Ready to die (Fat Possum) – la vecchia iguana che trasuda ancora di punk


 


15 film:


P. T. Anderson: The Master


R. Andò: Viva la libertà


M . Bellocchio: Bella addormentata


D. Cianfrance: Blue Valentine


D. Ciprì: È stato il figlio


N. Labaki: E ora dove andiamo?


P. Larrain: No – I giorni dell’arcobaleno


R. Linklater: Before midnight


F. Ozon: Nella casa


G. Salvatores: Educazione siberiana


P. Sorrentino: La grande bellezza


Q. Tarantino: Django


G. Tornatore: La migliore offerta


G. Van Sant: Promised land


T. Vinterberg: Il sospetto


 


 


Damiano Gerli



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


anticsuperstar@hotmail.com


Playlist 2013


Deafheaven – Sunbather


Onnipresente su tutte le liste del best of di fine anno, perché? Mah, per i soliti deliri masturbatori dei critici, per qualche strano motivo il curioso album black metal (pff) dalla copertina violacea è balzato improvvisamente all’attenzione di tutti e sono in corso numerose discussioni inutili sul ruolo del metal estremo e le sperimentazioni che lo stanno portando avanti. Personalmente, me ne fotto. ‘Sunbather’ è stato uno degli album che più ho ascoltato perché è venuto esattamente incontro alla mia necessità di emozioni fragili eppure potenti, romantiche eppure incazzose, rapite dall’accelerazione di The Pecan Tree e l’accettazione che tutti sbagliamo e i nostri padri sono la peggior eredità che ci possiamo trascinare.


 


Kanye West – Yeezus


Secondo voi l’iper chiacchierato e bi/tri/quadripolare Kayne aveva davvero bisogno di fare un album decente per tirare a campare? Beh, gli astri dicono probabilmente sì, ma quello di cui non aveva bisogno era di realizzarne uno controverso e, !ommioddio!, vagamente innovativo. Pure Yeezus lo trovate su gran parte delle liste di fine anno e stavolta c’è un buon motivo: l’hip-hop mainstream negli ultimi anni non aveva una voce così originale come quella portata avanti dal nostro su pezzi come On Sight e Black Skinhead, quasi industriali nel loro incedere. Per quanto non sia certo un album perfetto, è riuscito a convincere perfino me a interessarmi minimamente dell’hip-hop mainstream… e a farmene pentire in ben poco tempo. Vedete pure la pessima riuscita di Jay-Z, se non siete convinti.


 


Ihsahn – Das Seelenbrechen


L’ex vocalist degli Emperor dimostra, posto che ce ne fosse bisogno, di possedere ancora una voce di tutto rilievo nel panorama metal, sfornando un album progressive che suona come qualcosa che avrebbero potuto tirare fuori i Tiamat se non fossero stati troppo impegnati a fare schifo. Con un lavoro ritmico che diventa quasi il centro di ogni momento, Ihsahn accarezza e punisce l’ascoltatore, lo invita a farsi vicino e lo tiene lontano quando vuole. Ha bisogno di tempo, eppure resta immediatamente nella vostra testa dopo il primo ascolto.


 


Hamferð – Evst


Probabilmente il miglior debutto strettamente metal dell’anno, mi ero già interessato alla band delle Far Oer quando le avevo viste di spalla ai pessimi Tyr. Il loro primo EP, per quanto ancora imperfetto, era un lavoro interessante. Con questo primo album riescono, addirittura, ad azzeccarle tutte: doom metal con uno spettro di emozioni gigantesco, retto da una storia tragica di speranza e redenzione. Questo è un gruppo con le palle e con tutte la carte in regola per riuscire alla grande.


 


Altar of Plagues – Teethed Glory and Injury


L’album che conlude la brillante e, purtroppo, breve carriera della band irlandese dimostra perfettamente la loro enorme progressione stilistica, andando a scavare nel fondo del barile black metal e tirando fuori davvero di tutto. Innesti industriali, rabbia maltenuta a freno, melodie piacevoli, qualità pure e assolute, tanto da farceli già mancare.


 


Soror Dolorosa – No More Heroes


Un album che mi ha sufficientemente stupito, per quanto non esaltato, confermando il talento del gruppo francese nel recepire la lezione The Mission anni ottanta. Al centro di tutto la notevole elasticità vocale del frontman Andy Julia, capace sia di satanici gorgoglii che di strazianti acuti. Goth rock al suo meglio.


 


Everything Everything – Arc


Man Alive aveva malamente introdotto l’isteria della band inglese al mondo, con qualche pezzo intrigante e molto potenziale sprecato, che s’intravedeva specialmente in sede live. Arc rettifica, anche se non completamente, la rotta, riuscendo a dimostrare il buon talento della band di Manchester e a presentarli in una veste seriosa che, fino a qualche anno fa, sembrava andargli stretta.


 


Fuck Buttons – Slow Focus


Andando un passo oltre quel che era un seminato di gran qualità, i due dei FB riescono ad assaltare e stupire le nostre orecchie con un’elettronica fine e sfaccettata. Li abbiamo sentiti quasi ovunque quest’anno, eppure ascoltare l’album per intero, nel buio delle nostre camerette e con un paio di cuffie decenti… è un’esperienza che va fatta.


 


Mindless Self Indulgence – How I Learned to Stop Giving a Shit and Love Mindless Self Indulgence


A volte basta poco per esaltare e, in questo caso, in soli 35 minuti, i quattro idioti dell’MSI (eh oh, non è colpa mia) buttano giù tutte le loro armi migliori, scontrando techno e punk in maniera eccellente e riuscendo a gasare l’ascoltatore a ogni pezzo. Stavolta davvero dobbiamo ringraziare Kickstarter…


 


 


Filippo Focosi




 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


filippofocosi@libero.it


Playlist 2013


musiche del XX e XXI secolo, in ordine sparso (compositore o esecutore / titolo / casa discografica):


·       Gianluca Littera / Concert for harmonica and orchestra / Stradivarius


·       Sarah Cahill / A Sweeter Music / Other Minds


·       Ralph Vaughan Williams / Symphonies 5&8 / Hallé


·       Ying Quartet / American Anthem: the music of S. Barber & H. Hanson / Dorian Sono Luminus


·       Rutter-Glass-Francaix / Harpsichord Concertos / Naxos


·       Giorgio Federico Ghedini / Architetture / Naxos


·       Jerome Kitzke / The Character of American Sunlight / Innova


·       Eleuterio Lovreglio / Works for Saxophone Quartet / Dynamic


·       Peteris Vasks / Flute Concerto / Naxos


·       The Bowed Piano Ensemble / Ice&Fire / Navona


·       Alfredo Casella-Guido Turchi / Concerti per archi / Naxos


·       Jennifer Higdon / Early Chamber Works / Naxos


·       Goffredo Petrassi / Partita / Naxos


·       Ernest Bloch / Suite for Viola and Orchestra / Naxos


·       Iva Bittova / Fragments / ECM


 


 



Rachele Paganelli




 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


ourgirl@hotmail.it


Playlist 2013


ALBUM


Fantasma- Baustelle
Random Access Memories – Daft Punk


Trouble will find me – The National
AM – Arctic Monkeys


Lost – Trentemoller


Fate – Soviet soviet


Il testamento – Appino
Aspettando I barbari – Massimo Volume


The Golden Age – Woodkid
Bloodsports – Suede

SINGOLI
Nessuno – Baustelle


Demons – The National
Blurred lines – Robin Thicke
Sirens – Pearl Jam
Why’d you call me whne you’re high? – Arctic Monkeys
Second bite of the apple – Beady Eye


Barriers – Suede
Drew – Goldfrapp
Che il lupo cattivo vegli su di te – Appino
Monumentale – Baustelle


 


 


Alfio Castorina



alfio.castorina@me.com


Playlist 2013


Ascolti 2013


Gorguts – Colored Sands (Season of Mist)


Carcass – Surgical Steel (Metal Blast)


Lycus – Tempest (20 Buck Spin)


Nails – Abandon All Life (Southern Lord)


Michael Pisaro – The Punishment of the Tribe by its Elders (Gravity Wave)


Anne Guthrie/Richard Kamerman – Sinter (Erstwhile Records)


Forest Swords – Engravings (Tri Angle)


Flaming Lips – The Terror (Bella Union)


Matana Roberts – Coin Coin Chapter Two: Mississippi Moonchile (Constellation)


Ennio Mazzon – Xuan (Nephogram)


 


Varie


George Saunders – Dieci Dicembre (Libro su Minimum Fax)


Breaking Bad (Telefilm AMC)


La rivolta di piazza Taksim


Le risate vergognose di Vendola


Le assurdità grilline


Gli Swans a Catania


I ritorni di David Bowie, Carcass, My Bloody Valentine, Black Sabbath e altri che non mi vengono in mente


 


 


Marco Fiori



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


marcofiorak@gmail.com


Playlist 2013


(in ordine sparso, senza classifiche di merito)


 


Canzoni


 



  1. Delphic, “Atlas”;
  2. Alt-J, “Taro”;
  3. Egyptian Hip Hop, “Yoro Diallo”;
  4. The Wire, “Bad Worn Thing”;
  5. Martial Canterel, “No contact”;
  6. Sparks, “Beat The Clock”;
  7. Decima Victima, “El signo de la Cruz”;
  8. Holograms, “Flesh and Bone”.



Film




  1. The Master, di Paul Thomas Anderson;
  2. Qualcosa nell’aria, di Olivier Assayas;
  3. Promised Land, di Gus Van Sant.;
  4. W la libertà, di Roberto Andò;
  5. La notte del giudizio, di James DeMonaco.

 


 


Rachele Beni



rachele81@gmail.com


Playlist 2013



  1. Daft punk ‘Random access memories’
  2. Vampire weekend ‘Modern vampires of The city’
  3. Pearl Jam ‘Lightning bold’
  4. David Bowie  ‘The. NeXT day’
  5. Jon Hopkins ‘Immunity’
  6. James Holden ‘The inheritors’
  7. Arcade Fire ‘Reflektor’
  8. The National ‘Trouble will find me’
  9. Disclosure ‘Settle’