Venta Protesix ‘New Sad Epilogue Of My Nice Electronic Composer’

(Setola Di Maiale 2008)

Venta Protesix caccia fuori 12 miniature digitali.
In
costante alternanza, fra dislessia spippolante glitch, e camera
ambient calda e confortevole.
Composto ondeggiando fra Bologna e
Salerno, nell’arco fra 2006 e 2008, “New Sad…” si
approccia onestamente alla materia trattata, abbracciandone virtù
ed incertezze.
Se la frammentazione digitale, per quanto
infarcita di concetto, è cosa mille volte ascoltata, Venta
Protesix la pratica umilmente, senza lanciar proclami di presunta
ingegnosità.
Fra un Fennesz appena alzato dal letto,
ed un Karkowski incazzato quanto una pantegana, Venta
Protesix opta per il primo.
Allora via libera a granulosità
ambientali, plananti e rilucenti, sempre tormentate da un forte
prurito interiore.
Momenti che scorron via placidi, altri
ingenuamente inceppati da un utilizzo ingombrante e stratificato dei
field recordings, eppur tuttavia, costantemente fisso, sul limitar
della soglia di piacevolezza anche nei momenti meno riusciti.
Ed
è in questa ricerca del piacere nascosto che alberga il suo
maggior pregio.
Poiché, di materiali analoghi, è
letteralmente ingolfato l’universo suono, ed una buona parte
di questi materiali si pone idealmente ben al di sotto di
quell’ipotetica soglia.
Bozzetti al sillicio calorosi, una sottile
linea melodica, all’interno di ognuno a raggrumar il suono intorno a
se, e far si che non si scompagini caoticamente.
Deliziosamente
imperfetto nel suo operare.
Pare che ultimamente stia lavorando
su materiali più ispidi, schizo-collagenoise music ama
definirla.
In libera crescita (ci auguriamo…).
Lo
attenderemo.

Voto: 6

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