Angelica Festal News

Angelica 15 – Arresto & Domicilio. Il Programma Completo Della Manifestazione.


D e f i n i z i o n e e  D e s t i n o


L’evoluzione di ogni singolo essere, di una qualsiasi entità, prevede il confluire di molti eventi, accadimenti che, piacevoli o spiacevoli, necessari e non, sono utili alla comprensione, e dovrebbero servire per avanzare; qualche volta diverse persone condividono lo stesso progetto, così diversi segnali, segni, si manifestano, portandoti a riflettere su come procedere come rivedere questo progetto.
Il limite che ti viene offerto oggi è forse opportuno per (il) domani.


Molte energie si dedicano a un festival, soprattutto se nelle intenzioni di chi organizza c’è la volontà, il desiderio, l’impegno di portare qualcosa che sia di qualche utilità, che stimoli la vita musicale, offrendo se possibile una nuova visione su come approcciarsi alla musica, su come affrontare i problemi che la riguardano: mettendo in comunicazione differenti realtà, rimuovendo il ristagno esistente, scambiando contesti; non per provocazione ma per necessità, per un impulso creativo che chiede di fare, di mostrare quello che ancora non c’è, chiede di cambiare.


Per Angelica si è chiuso un ciclo, e se ne apre un altro: che ad ogni fine segua un nuovo inizio.


Dopo aver visitato molti luoghi della città,


(Galleria d’Arte Moderna, Cinema Lumière, Aula Absidale di Santa Lucia, Multisala, Galleria Neon, Teatro San Leonardo, Cimes – Via Guerrazzi 20, Teatro Testoni, Link, Salara, Sala Mascarella, Palazzo dei Notai, Cinema Teatro Manzoni, Teatro Comunale di Bologna, Palazzo Re Enzo, tpo, Sala Borsa, Teatro Comunale di Modena, Raum, Cimitero della Certosa, Colombario, Basilica di San Petronio, Chiesa di San Martino, …)


si presenta la necessità di continuità e insieme di cambiamento: Angelica nel tempo è stato un teatro mobile, portatile, ora cerca casa.
Immagino uno spazio, fisico, dove poter depositare il tesoro e la tradizione di Angelica, che colma un vuoto forse ormai chiaro a tutti; un luogo che parli di musica, dove idealmente possano convivere tanti musicisti: un laboratorio permanente di ricerca (definizione che vuole comprendere tutte le forme musicali che negli anni ha cercato di presentare), una dimensione più “istituzionale” che possa offrire progettualità e lavoro, uno spazio di riferimento per la musica, frequentato dalla scena internazionale; questo è il suo potenziale espressivo.


Transizione e al tempo stesso stagione stabile.


Angelica si ripresenta come “Festival Internazionale di Musica” ma quasi per prendere le distanze ed evidenziare i limiti di una formula che appare come esaurita, consumata, se non viene rivisitata.
Un ‘nuovo’ progetto di Festival che corrisponde alle esigenze attuali è stato preparato, ma non trova ancora il sostegno sufficiente, quel sostegno che hanno ‘festival affini’, anche molto più giovani di Angelica, che è l’unico e il solo Festival Internazionale di Musica a Bologna da 15 anni, 15 edizioni, e riconosciuto come tale nel resto del mondo.


Angelica rivela la forza e la fragilità del suo progetto: elementi indispensabili per la comprensione di una storia, una realtà, che non riguarda solo questa entità, ma riguarda la musica e i musicisti.


In questa edizione molte sono le presenze italiane, i musicisti che vivono Bologna, quasi a sottolineare le esigenze di una Italia invisibile, che qui è in relazione ad altre realtà di altri paesi, in progetti dal diverso e ritrovato carattere, in cerca di comunicazione autentica, quasi a mostrare quello che si potrebbe fare se.



Apre COBRA, uno dei ‘game pieces’ di John Zorn, è la prima volta che viene presentato in Italia. Si tratta di un gioco (serio, come viene praticato dai bambini) musicale che vedrà Zorn alla direzione di un folto, misto, gruppo di musicisti, già ospiti del programma di Festival, che si uniranno per rispondere alla tentazione di COBRA. Un insieme unico che (è la prima volta che questi musicisti si presentano sullo stesso palco, e che questa miscela di diversità si confronta nel gioco) attraverso segnali di ogni tipo, del direttore, comporrà nuova musica istantaneamente. Zorn all’interno di un breve, ma significativo, workshop che terrà prima del concerto trasmetterà i suoi intenti agli ospiti di questa formazione. Divertente e agguerrito, urlante e rilassato, si tratta di qualcosa di inaudito dove diverse sono le direzioni musicali secondo la tradizione di Zorn.
Segue a Modena, Electric Masada  ultima formazione di John Zorn, riunione di “amici virtuosi”: ormai esiste un rapporto telepatico tra loro, negli ultimi 20 anni hanno suonato insieme in tantissimi progetti e Zorn li ha scelti pensando alla musica che ha composto e alle caratteristiche che questi possono offrire in una dimensione live, dove l’improvvisazione è parte integrante nello sviluppo di un suono che caratterizza un ensemble. Si tratta di un progetto musicale dove rigore e rivoluzione interagiscono creando forme musicali variegate che riportano a un tema: Masada. Parola usata in diversi progetti di Zorn, tutti con un registro che riporta alla cultura ebraica: Radical Jewish Culture, come la chiama lui; una revisione della storia e una rappresentazione di una comunità secondo la sua visione che ha caratterizzato un’ampia parte del suo prolifico lavoro di compositore, arrangiatore, improvvisatore e produttore discografico della scena internazionale.
(Libertà Difficile   … c’è anche una vita tradizionale che non consiste semplicemente in una sopravvivenza conservativa, la continuazione costante delle proprietà culturali e spirituali di una comunità … Ci sono aspetti della tradizione che sono celati sotto i detriti dei secoli e la giacciono in attesa di essere scoperti e riutilizzati per un buon uso … C’è come una specie di caccia al tesoro dentro la tradizione, la quale crea una relazione viva con la tradizione e alla quale è indebitato parte del migliore pensiero ebraicocontemporaneo, perfino dove era  – ed è – dichiaratamente al di fuori del quadro dell’ortodossia. Gershom Scholem).
Due serate straordinarie coprodotte da, e che consolidano, due diverse realtà: L’Altro Suono  e Angelica; esprimendo la volontà di collaborare su progetti speciali di rara visibilità e fortemente caratterizzati sul piano musicale e sociale, mostrando aspetti diversi dello stesso autore anche attraverso l’interazione con il tessuto e le potenzialità del luogo che lo ospita, bilaciando il senso di questa operazione anche secondo la tradizione di Angelica: dare voce.
Torna ad Angelica (dopo 12 anni) Gianni Gebbia, con un compagno d’avventura particolare: Lukas Ligeti, un cognome che vive con la musica, una nuova generazione che avanza; un duo che per la prima volta, per Angelica, tra il concettuale e l’astrale, rivede una musica immaginaria, quella di uno scultore (Eric Zann); un motivo per far splendere un’idea, per far scattare una scintilla comune a questo duo; aperti nei rispettivi pensieri musicali: la geometria descrive, il triangolo non va considerato se non in riferimento al terzo autore, invisibile.
Parla di pittura e scultura Ritratto Incrociato : Luc dipinge Alvin dipinge Luc; un incontro inedito tra Alvin Curran e Luc Ferrari; Luc ritrova i suoi archivi e Alvin li scopre e scolpisce; uno incontro aperto dove il ‘mettersi in gioco’, è parte integrante della musica; c’è aria fluxus, per un risultato che, riprendendo composizioni già scritte, porta il tutto altrove: Alvin riscrive Luc riscrive Alvin suona Luc suona Alvin guarda Luc guarda Alvin scopre Luc scopre Alvin ama Luc ama Alvin ama…..
(Luc Ferrari ha dovuto rinunciare al concerto per ragioni di salute; pronta guarigione Luc.)
Nasce un nuovo duo allora: Alvin Curran e Maryanne Amacher, presenza misteriosa, studiosa del suono; un altro ritratto incrociato.
Ma anche Maryanne, all’ultimissimo momento, deve rinunciare per un importante lavoro che deve preparare a Berlino in quei giorni. Così Alvin e Domenico Sciajno, da tempo suo collaboratore e compagno d’avventure sonore, faranno un Ritratto Incrociato a Luc Ferrari.
Due caratteri quasi contrari seppur vicini: Eugenio Sanna, meditativo, legato al fuoco che divampa, e Tristan Honsiger, inquieto e legato all’aria, al vento; entrambi attori della musica, all’improvviso si aprono alla recitazione che nasce dall’ignoto; risuonano qui insieme per la prima volta; l’improvvisazione è il loro regno; imperdibile è il sapore di questi incontri che riportano al futuro con tanto passato, solo quello di quel momento è importante: il presente.
Ritorna la Scuola Popolare di Musica Ivan Illich sempre dalla dimensione workshop e questa volta insieme al CRAMS di Lecco, realtà analoga, ormai rare nel panorama italiano, per intenti e vitalità; Barre Phillips, dopo un workshop biennale che conflusice in questo concerto, cerca di creare ordine, di far convivere; con Fete Foreign ripensa la diversità (tanto cara ad Angelica) come armonia e potenziale espressivo; non hanno solo strumenti i musicisti che compongono questa orchestra di 27 elementi, ma anche personaggi, distinti e inventati, da ‘vestire’, per caratterizzare ulteriormente la situazione, dove ognuno cercherà di spingersi oltre se stesso nell’interpretazione anche fisica di svariati caratteri: gabbiano, satellite, nuvola, little white dog, mamma, my violin, figlio che deve ancora nascere, rosso, elastico….
Aria da camera e di archi mobili, caratterizzano il suono della serata seguente.
Stefano Zorzanello con Piccolo solo porta il suo strumento (l’ottavino; ‘piccolo’ in inglese) verso un repertorio pensato e composto, anche attraverso l’improvvisazione, per rivedere quelle che sono le sue qualità, caratteristiche; una revisione dello strumento: circolare è il flusso, La-conico il contatto, le dimensioni sono minute, gli acuti grandi (a volte punge).
Charlotte Hug esplora (Neuland), è attenta a quello che il suono trova; il suo strumento è la viola ma il suono non è suo, appartiene alla natura; il luogo non è più quello in cui siamo, è più ampio, è aperto a quello che si cerca, seppure con il timore e la tensione che ci può cogliere nell’essere in uno spazio sconosciuto.
Stefano Scodanibbio e il suo contrabbasso, inseparabili: strumento come estensione, prolungamento, del musicista; Stefano si presenta con un programma dove molti di quelli che sono i suoi aspetti musicali, ma non solo, di oggi, si possono ascoltare: Sequenza XIV, musica di Luciano Berio, versione per contrabbasso di Stefano Scodanibbio, è una re-invenzione, su richiesta di Berio, che Stefano ha realizzato dopo 8 mesi di studio, affrontando con emozione questa pagina musicale, emozione che viene anche dal confronto e relazione che lui ha avuto con Berio; l’impegno è premiato dal suono e dal risulato ottenuto: un viaggio sulle corde, una lunga camminata, ricca di fughe in luoghi lontani, (lontani anche dal mondo della musica contemporanea), in quindici minuti, in un largo riassunto, la musica di Berio è più vicina a Scodanibbio. Dall’esecuzione alla direzione delle sue musiche: FontanaMIX diretto da Stefano Scodanibbio; sei archi, ospite una chitarra elettrica; la famiglia di archi è al completo, Stefano si sente a casa, trasmette il suo linguaggio agli altri archi; echi, ricordi e reminescenze, si intrecciano con la sua trama; il repertorio è una prima assoluta che nasce a Bologna con forze e musicisti della città, una anteprima di due delle scene (Amores e Je m’en allais) che costituiranno la sua prima e prossima opera di teatro musicale con la drammaturgia di Giorgio Agamben e la scenografia di Gianni Dessì: Il cielo sulla terra.
LOW TIDE DIGITALS è il progetto di Luigi Archetti e Bo Wiget, la loro musica tende alla precisione, si apre all’illusione, ma subito si concretizza in molte forme riconducibili a ‘tempi tecnologici’ in cui si usavano i computer; non è oggi, era ieri: tutto ritorna per portaci a rivedere chi eravamo; c’è qualcosa di romantico e insieme desertico, come non sia rimasto nulla, solo noi a guardarci senza sapere come sia potuto succedere, ma poi la musica si apre ed ecco torna la speranza.
E’ risaputo che i danzatori, per quanto così vicini alla musica, abbiano un approccio così diverso da quello dei musicisti, che, specialmente quando scrivono per la danza, si possono trovare in grande difficoltà, in particolare sul problema del tempo: qui il tempo è relativo e i danzatori suonano e con l’invisibile corpo dell’oggetto, Mirko Sabatini, dopo un workshop che ha diretto al Teatro Valdoca, si avvicina al regno dell’invisibile amplificando oggetti, giocattoli e altro, insieme a 6 danzatori, che per una volta diventano musicisti, e a Davide Tidoni, ricercatore di musica; i contesti di espressione cambiano, sono come invertiti, e il ritmo così importante per la danza non ha cadenza stabile, è aleatorio e multiforme come il mondo degli oggetti; è l’invisibile danza dell’oggetto, è il danzatore invisibile nell’oggetto; è l’oggetto che parla e la danza (dello spirito) lo guida; un’orchestra elettronica di oggetti danzanti.
Due duo diversi, uno dopo l’altro.
Aleksandar Caric & Luca Venitucci parlano del nulla, trovano trasparenza; il pensiero ti porta qualcosa e si esprime, il cuore non ha paura del vuoto che avanza, anzi è un motivo musicale che ci apre a quello che viene dopo: una canzone ai limiti della semplicità, musica contemporanea neo romantica, folk minimale, una musica per sbaglio; confrontandosi si trova, si evolve; non bisogna riempire per forza il silenzio, è lì per invitarci all’ascolto, a sentire.
Archie Shepp, insieme a Barre Phillips per la prima volta, ha un nome che parla, è un classico per altri festival, ospite particolare per Angelica:  in questa veste è come spoglio, siamo più vicini al musicista, quasi intimamente, qui più lontano dalla sua ‘forma ufficiale’ che lui stesso ha ‘formato’; canta e suona il pianoforte e si avvicina al tenore; forse non è un cantante, forse non è un pianista, comunque non è per questo che si è fatto conoscere, ma forse è proprio questo l’interesse di questo concerto, vedere qualcuno in una dimensione di (apparente) maggiore fragilità, che canta la sua storia attraverso la musica. Barre Phillips ‘accompagna’, suona da molto vicino; dopo Fete Foreign, ecco un’altro mondo: quello di due uomini pieni di storia, e diversa, pronti a parlarsi, nella semplicità di un incontro dove si cerca di essere. E’ questo il concerto di chiusura di questa ‘ultima’ edizione.


Un ulteriore motivo di ascolto è l’ACUSMONIUM, orchestra di altoparlanti, che prevede la diffusione di musica attraverso diversi, sia come numero che caratteristiche, altoparlanti posizionati tra il pubblico; Jonathan Prager, docente, compositore e interprete di ‘musica acusmatica’, presenterà un programma-ritratto di Luc Ferrari e ne curerà la diffusione. Banda Magnetica  e M.ar.e, hanno portato l’Acusmonium per la prima volta a Bologna: un percorso italiano è una passeggiata nel novecento dal sapore nuovo, una selezione di musiche tra il 1956 e il 2005, dove si potranno ascoltare, anche con altre modalità di diffusione rispetto al periodo che sono state composte, composizioni che ritroveranno spazio.
Maurizio Martusciello chiuderà questa tre giorni con l’acusmonium caratterizzata da ascolti molto differenti l’uno dall’altro, curando la diffusione di sue composizioni, in parte mai ascoltate prima: siamo nel mondo di un percussionista che si è traferito a casa dell’elettronica, prendendo con sè tutto ciò che poteva, piatti compresi.
La Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio, con il coordinamento di Lelio Camilleri, ha ricostruito una Messa, una MESSA ACUSMATICA, lasciando a ciascun interprete la ricostruzione, la ricomposizione di ogni movimento che segue la drammaturgia della celebrazione, il corso della MESSA; non siamo in chiesa, ma stiamo evocando quella dimensione per trovarne un’altra.
Dopo il Canada ‘rappresentato’ nella scorsa edizione, FontanaMIX, diretto da Yoichi Sugiyama, con ANTENNAE  riceve il Giappone, un occasione di scambio e di relazione con i compositori invitati, ma soprattutto un motivo per scoprire musica altrimenti difficile da ascoltare; un motivo musicale costruttivo, in costruzione; nuove conoscenze si prospettano, come si è detto in passato.


Franco Fabbri conduce gli incontri & ascolti: incontra i musicisti, per noi che ascoltiamo: dimensione domestica, approfondimenti degli autori, ascolti inediti.



Nel corso degli anni qualcuno ha parlato di un “effetto Angelica”; succedeva che alcuni contrattempi misteriosi non consentivano il normale svolgimento del concerto o del festival (non mi riferisco a quei problemi che si incontrano ogni giorno organizzando un festival), oppure si apriva una porta, che appariva chiusa, dando la possibilità di fare cose altrimenti impossibili.
Sii come sei e vedrai che sarai.


Angelica omeopatica.


Arresto & domicilio, definizione e destino.


Angelica dal 1991.


Saturno ora.


massimosimonini


 


 


 


 


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A  n  g  e  l  i  c  a
Festival Internazionale di Musica
quindicesima edizione – a r r e s t o &  d o m i c i l i o
Bologna, Modena ° ^    8>15  maggio  2005


 


 



domenica 8 maggio – ore 21.30 – Link –  BOLOGNA  ^


> John Zorn  C O B R A  (Stati Uniti, Brasile, Giappone, Italia) #


Alvin Curran tastiere, campionamenti; Jamie Saft pianoforte elettrico, organo;
Luca Venitucci tastiere; Fabrizio Puglisi tastiere, sintetizzatori analogici;
Ikue Mori elettronica; Eugenio Sanna chitarra elettrica; Alberto Capelli chitarra elettrica;
Trevor Dunn basso elettrico; Vincenzo Vasi basso elettrico;
Francesco Dillon violoncello; Stefano Scodanibbio contrabbasso;
Cyro Baptista percussioni; Joey Baron batteria;
Lukas Ligeti batteria; Mirko Sabatini batteria


John Zorn direzione


 



lunedì 9 maggio – ore 21 – Teatro Comunale – MODENA  °


 



> John Zorn Electric Masada  (Stati Uniti, Giappone, Brasile)


Marc Ribot chitarra elettrica; Jamie Saft pianoforte elettrico, organo;
Ikue Mori elettronica; Trevor Dunn basso elettrico;
Cyro Baptista percussioni; Joey Baron batteria; Kenny Wollesen batteria


 


John Zorn sax alto, direzione, composizioni


 



mercoledì 11 maggio – ore 18.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA  Ø 


concerti per ACUSMONIUM – Cinéma pour l’oreille


> Jonathan Prager  interprete  Ritratto Luc Ferrari (Francia) #


Promenade symphonique dans un paysage musical, (1978), Un jour de fête à El Oued en 1976


Archives génétiquement modifiées, (2000), Exploitation des Concepts 3


musiche di Luc Ferrari



mercoledì 11 maggio – ore 21.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA


> NON – EUCLIDEAN  VARIATIONS 1 – the music of Eric Zann   (Italia, Stati Uniti) #


Gianni Gebbia sax alto, oggetti sonori
Lukas Ligeti  batteria, percussioni varie



> RITRATTO INCROCIATO a Luc Ferrari  (Stati Uniti, Italia) #


Alvin Curran campionamenti, shofar (corno di montone), pianoforte
Domenico Sciajno elettronica, elaborazione del suono



giovedì 12 maggio – ore 18.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA  Ø


concerti per ACUSMONIUM – Cinéma pour l’oreille


> M.ar.e + Banda Magnetica  interpreti  un percorso italiano (Italia) #


Ritratto di città, (2004); Luciano Berio, Bruno Maderna


Réflexe I, (2004); Franco Degrassi


Serenata III, (1961); Bruno Maderna


Voci, (2005); Doria Cantatore


Giocodramma, (2004); Silvana Gaeta


BrACe, (2001); Giuseppe Monopoli


Notturno, (1956); Bruno Maderna



giovedì 12  maggio – ore 21.30 – Teatro San Leonardo –  BOLOGNA


>  Tristan Honsinger + Eugenio Sanna   Le Bon Ton  (Stati Uniti, Italia) #


Tristan Honsinger violoncello;
Eugenio Sanna chitarra elettrica, motorini, palloncini, lamiere metalliche


 


 


> Barre Phillips Fete Foreign (Stati Uniti, Italia) # Ω


Maurizio Aliffi chitarra elettrica; Walter Belloni contrabbasso; Luca Bernard contrabbasso; Daniele Bove batteria; Paolo Calzavara Moog Prodigy; Andrea Caprara sax;
Lello Colombo sax tenore; Stefano Cortese tromba; Silvia De Carlini flauto;
Giorgio Degasperi clarinetto; Enrico Fagnoni basso acustico; Yves Favier trombone;
Francesca Gattullo violoncello; Filippo Giuffre chitarra elettrica; Mauro Gnecchi percussioni; Nicola Guazzaloca pianoforte; Chris Iemulo chitarra classica; Andrea Manno sax alto;
Nadia Ongarato clarinetto; Mattia Palagi basso elettrico; Salvatore Panu fisarmonica;
Giulia Panzeri violino; Sergio Papajanni chitarra elettrica; Claudio Parodi feedback;
Sergio Prada chitarra elettrica; Angelo Sicurella voce; Stefano Tampellini sax


Barre Phillips contrabbasso, direzione


Fete Foreign, ‘risultato’ del workshop diretto da Barre Phillips alle Scuole Popolari di Musica Ivan Illich (Bologna) e CRAMS (Lecco)



venerdì 13 maggio – ore 18.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA  Ø


concerti per ACUSMONIUM – Cinéma pour l’oreille


> Maurizio Martusciello interprete  (Italia) #


unsettled line, (2000)
Non dice, (2000)
Dissectio, (2003)


musiche di Maurizio Martusciello



venerdì 13 maggio – ore 21.30 – Teatro San Leonardo –  BOLOGNA


> Stefano Zorzanello ottavino  Piccolo solo  (Italia)


Respiroidale 01   


Monolineare 01


Affinità e Divergenze sulla Conferenza degli Uccelli, musica di Dave Holland/Stefano Zorzanello


Respiroidale 02 (La-Conico)


musiche di Stefano Zorzanello



> Charlotte Hug viola, elettronica (Svizzera) *  §


Neuland  for viola solo and live-electronics


musiche di Charlotte Hug



> Stefano Scodanibbio contrabbasso (Italia)


Sequenza XIV


musica di Luciano Berio, versione per contrabbasso di Stefano Scodanibbio (2004)



> Stefano Scodanibbio + FontanaMIX Ensemble  (Italia) #


Amores, (2005), per chitarra elettrica e 6 archi; Scena IV da Il cielo sulla terra
Gianluca Gentili  chitarra elettrica


Je m’en allais, (2004), per 6 archi e nastro; Scena I da Il cielo sulla terra


musiche di Stefano Scodanibbio


FontanaMIX Ensemble


 


Valentino Corvino violino; Corrado Carnevali viola; Nicola Baroni violoncello;
Sebastiano Severi violoncello; Emiliano Amadori contrabasso; Milko Merloni contrabbasso


direzione Stefano Scodanibbio



sabato 14 maggio – ore 18.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA  ∆


> MESSA ACUSMATICA #


A cura della Scuola di Musica Elettronica
del Conservatorio – G.B. Martini, Bologna (Italia) #


Introito;  Sara Lenzi


Kyrie;  Nicola Baroni


Gloria;  Emanuela Turrini


Graduale;  Roberto Napolitano


Alleluia;  Lucia Di Maso


Credo;  Alessandro Ratoci


Offertorio;  Chiara Farolfi


Communio;  Enrico Battisti


Sanctus;  Marco Mezzini


Agnus Dei;  Franco Venturini


Regia del suono a cura degli autori delle composizioni.


Coordinamento del progetto: Lelio Camilleri



sabato 14 maggio – ore 21.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA


> Luigi Archetti + Bo Wiget   LOW TIDE DIGITALS  (Svizzera) *  §


Luigi Archetti chitarra elettrica, elettronica; Bo Wiget violoncello, elettronica



> Mirko Sabatini   l’invisibile corpo dell’oggetto (Italia, Francia) #  


Marta Bichisao, Mara Cassiani, Alessio Cavallucci, Giusy Pignotti,
Vincenzo Schino, Davide Tidoni, Florent Vaudatin, Mirko Sabatini:
oggetti, giocattoli elettronici, microfoni a contatto e magnetici, piccoli circuiti modificati


l’invisibile corpo dell’oggetto, ‘risultato’ del workshop diretto da Mirko Sabatini con danzatori al Teatro Valdoca



domenica 15 maggio – ore 18.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA  X  


> FontanaMIX Ensemble   ANTENNAE (Italia, Giappone) #


Intermezzi I  per pianoforte, (2000); musiche di Yoichi Sugiyama


Variation, (1997); musica di Sachiyo Tsurumi


Intermezzi II  per pianoforte, (2000); musiche di Yoichi Sugiyama


Nuova lavoro, (2005); musica di Yoshifumi Tanaka


Intermezzi III  per pianoforte, (2000); musiche di Yoichi Sugiyama


Nuova lavoro, (2005); musica di Sunao Isaji


Intermezzi IV  per pianoforte, (2000); musiche di Yoichi Sugiyama


Nuova lavoro, (2005); musica di Fumio Tamura


FontanaMIX Ensemble


 


Valentino Corvino violino; Antonella Guasti violino; Corrado Carnevali viola; Silvia Riccialdi viola; Nicola Baroni violoncello; Sebastiano Severi violoncello; Emiliano Amadori contrabasso; Milko Merloni contrabbasso


direzione  Yoichi Sugiyama
Stefano Malferrari  pianoforte



domenica 15 maggio – ore 21.30 – Teatro San Leonardo – BOLOGNA


> Caric & Venitucci (Jugoslavia, Italia)


Aleksandar Caric chitarra classica, mandolino, voce, oggetti
Luca Venitucci fisarmonica, pianoforte, voce, oggetti



> Archie Shepp sax tenore, pianoforte, voce + Barre Phillips contrabbasso (Stati Uniti) #


 


 



Incontri & Ascolti:


 


 


giovedì 12 maggio – ore 12 – la Feltrinelli librerie – BOLOGNA  ( )


> Alvin Curran


sabato 14 maggio – ore 12 – la Feltrinelli librerie – BOLOGNA  ( )


> Stefano Scodanibbio


domenica 15 maggio – ore 12 – la Feltrinelli librerie – BOLOGNA  ( )


> Barre Phillips


 



conduce: Franco Fabbri


 



(# = prima assoluta; * = prima italiana)


 



°  Angelica in co-produzione con Teatro Comunale di Modena – Festival L’Altro Suono


^  Angelica in co-produzione con Teatro Comunale di Modena – Festival L’Altro Suono
con la collaborazione di Link Associated


Ω  Angelica in co-produzione con le Scuole Popolari di Musica Ivan Illich (Bologna)
e CRAMS (Lecco) – Provincia di Lecco


Ø  Angelica in co-produzione con Banda Magnetica,
in collaborazione con M.ar.e e Motus, su Acusmonium M.ar.e


 



§  Angelica con la collaborazione di CCS Centro Culturale Svizzero di Milano e Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura


∆  Scuola di Musica Elettronica – Conservatorio di Musica G.B. Martini
in collaborazione con Angelica


X   un progetto di  Angelica e FontanaMIX


  Angelica con la partecipazione di Teatro Valdoca
 
 ( )   Angelica con la partecipazione di la Feltrinelli librerie


 



Biglietti Bologna:


Teatro San Leonardo – ore 21.30 – 5 €; ore 18.30, ingresso gratuito;
eccetto 15 maggio – ore 21.30 –  ingresso 15 €
Link  15 €
Incontri & Ascolti, la Feltrinelli, ingresso gratuito


Biglietti Modena ° :


9 maggio: platea e posto in palco di I e II  fila  20 €
Ridotto  18 € – Ridotto fino a 27 anni  12 €
Ridotto da 60 anni in poi 14 € – Posto in palco di III e IV fila  16 €
Ridotto 14 € – Ridotto fino a 27 anni  10 € – Ridotto da 60 anni in poi 11 €
Loggione  10 € – Ingresso loggione  8 €


Biglietteria del Teatro Comunale di Modena: Corso Canalgrande 85;
Biglietteria dei Teatri: Via Scudari 28
Orario biglietterie: martedì 11 – 19, dal mercoledì al sabato 11 – 13 / 16 – 19
Informazioni e prenotazioni: telefono 059 20.00.10  – fax 059 20.00.25


Biglietti online: www.teatrocomunalemodena.it


 



Luoghi:


Teatro San Leonardo via San Vitale 63, Bologna


Teatro Comunale di Modena Corso Canalgrande 85, Modena


Link via Fantoni 21, Bologna


la Feltrinelli Piazza Galvani 1/h, Bologna


 


Informazioni:


Ufficio Festival c/o Teatro San Leonardo via San Vitale 63, Bologna; t + f  051.240310


Sede Organizzativa via Gandusio 10, 40128 Bologna; t + f 051.240310


Ufficio Stampa      press@aaa-angelica.com


info@aaa-angelica.com      dischi@aaa-angelica.com      www.aaa-angelica.com


 



Il festival è presentato dall’ Associazione Culturale Pierrot Lunaire. Con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna – Servizio Cultura, Provincia di Bologna – Assessorato alla Cultura, Invito in Provincia, Comune di Bologna – Settore Cultura; in collaborazione con:  CCS – Centro Culturale Svizzero Pro Helvetia Milano, Scuola Popolare di Musica Ivan Illich, CRAMS di Lecco – Provincia di Lecco, Scuola di Musica Elettronica – Conservatorio di Musica G.B. Martini, Banda Magnetica, M.ar.e e Motus, Link Associated, FontanaMIx, Teatro Valdoca, Raum, Xing, RAI Radio 3; con l’aiuto di: Radio Città del Capo, Radio Città Fujiko; in co-produzione con Teatro Comunale di Modena – Festival L’Altro Suono