Forever Changes

“FOREVER CHANGES”


 


autore: Love                      


etichetta: Elektra


anno di pubblicazione: 1967


con: Arthur Lee, John Echols, Bryan MacLean, Ken Forssi, Michael Stuart, David Angel.


 


I Love sono uno dei gruppi chiave della scena garage-psichedelica nata negli USA nella seconda metà degli anni Sessanta e “Forever Changes” rappresenta il loro ‘chef d’œuvre‘. La musica rispecchia le aspettative create da un nome, amore, quanto mai banale, pretenzioso e in linea con i tempi che vanno correndo, e lo fa attraverso: – la gentilezza, mal celata dalle delicate asprezze di rito, delle chitarre, il cui suono cristallino si incarica di recuperare uno stile prettamente byrdsiano; – melodie alla Kinks, che mantengono il gruppo ancorato al mood sonoro della propria epoca; – arrangiamenti d’archi e di fiati che, invece, lo proiettano nel futuro; – un mood bluesy che il nero Arthur Lee ha stampato nei geni; – la vena visionaria che emerge soprattutto dal trasognato utilizzo della voce. Il responsabile di questo piccolo miracolo è essenzialmente Arthur Lee, chitarrista, cantante, autore di quasi tutti i brani e leader indiscutibile; purtroppo, nella sua conduzione dispotica, ci sono anche quei germi congeniti che porteranno, già durante le registrazioni di “Forever Changes”, al disfacimento del gruppo. Ma queste sono concetti che vengono ripetuti da anni e in un disco che, ascolto dopo ascolto, centellina sempre qualche nuova sorpresa, paiono essere poca cosa. C’è dell’altro in “Forever Changes”, come l’idea di un rock diverso (post?) da quello fino ad allora interpretato o come la tangibilità di un arrangiamento ricco e sofisticato ma, non per questo, ampolloso. C’è dell’altro, come lo strepitoso rapping nel finale di in The Red Telephone o quello, più dylaniano, in Bummer In The Summer, oppure la struttura delle canzoni, assai aperta, libera e genialoide. ‘Love forever’? No, ‘forever changes’.