Crop Circles

“CROP CIRCLES”


 


autore: Steve Roden


etichetta: Trente Oiseaux


anno di pubblicazione: 1997


con: Steve Roden.


 


Steve Roden, con Brandon Labelle, Loren Chasse e Jeph Jerman, è uno dei fenomeni della nuova musica elettroacustica californiana. Nella sua nutrita discografia, pubblicata sia come Steve Roden che con lo pseudonimo In Be Tween Noise, e dove le perle sovrastano di gran lunga le scorie, questo “Crop Circle” brilla… che dico, offusca anche la notte più nera. Presentato per la prima volta nel dicembre 1996 ad una installazione sonora in Malibu, come parte dell’esibizione “They Came From Beyond”, Crop Circles si snoda, circolare e malefico, come un anaconda intorno alla preda. Minimalismo allo stato più puro. Quaranta minuti aspri e corrosivi, colonna sonora per ambienti minerari dove tutto si muove nel buio e dove i suoni rimangono perennemente incastrati in una circolarità senza vie d’uscita. Questa musica è una talpa che scava, con costanza meticolosa, gallerie nel vostro essere o, meglio ancora, è un acido che si introduce inarrestabile nelle ferite della vostra mente. Suoni lenti e ossessivi, portatori di perenni sensazioni di angoscia, che lasciano intendere la devozione di Roden per quella ‘darkness’ che, negli anni Ottanta, aveva fatto da colonna sonora a tutta la prima parte del decennio. Notte, ombre e fantasmi… scomporre… ricomporre… scomporre… ricomporre… scomporre… ricomporre… all’infinito, la mitologia di Sisifo trova in questi solchi nuova ninfa a perpetuarne l’eterna fatica (che strano… Sisifo era stato celebrato, in “Ummagumma”, da Richard Wright dei Pink Floyd… mmmmh). Musica underground, nel vero senso della parola, per una sinfonia elettroacustica di monumentali proporzioni. Non finirò mai di ringraziare Bernhard Günter che ha aperto il catalogo della sua etichetta a questa inossidabile gemma.