Patrick Pulsinger ‘Easy To Assemble. Hard To Take Apart’

(Form & Function/Wide 2003)

Che la “blue series continuum” della Thirsty Ear abbia già fatto scuola? Non sappiamo quanto ci sia di vero in questo ma di certo il disco che vado a trattare non avrebbe sfigurato in quella bellissima serie, tutt’altro. L’intento rimane quello conosciuto: coniugare o meglio “bucare” il jazz con l’elettronica; anche in questo caso un produttore e dj ha chiamato alla sua corte una serie di musicisti jazz per dare nuova spinta creativa al genere. Patrick Pulsinger, nel ruolo di direttore d’orchestra, si avvale di un terzetto di eminenze grigie dell’avant e dell’improvvisazione composto da uno dei polistrumentisti più quotati attualmente nel circuito quale è Werner Dafeldecker (al basso in questo caso), dal pianista Josef Novotny e dal batterista Paul Skrepek. Il tutto arricchito da clamorose collaborazioni con alcuni grandi personaggi del panorama avant-jazz, come il trombonista Radu Malfatti e il trombettista Franz Hauzinger. Anche qui una parata di stelle insomma e mai come questa volta il risultato è pari alle attese. La musica che ne esce fuori è un meraviglioso jazz elettrico ma non vi azzardate a pensare a dell’orrido downtempo o peggio ancora a della fusion da quattro soldi: qui siamo al cospetto di straordinario jazz creativo e mutante, ricco di sfumature e di atmosfere avvolgenti, improvvisato ma anche magnificamente assemblato e che avremmo potuto attribuire solo al miglior Miles Davis elettrico. Da gustare e conservare insieme agli ultimi parti di Dj Spooky e Spring Heel Jack.

Voto: 9

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Autore: agguato@hotmail.com