
Il nome ONDAKEIKI non dovrebbe “suonar nuovo” per chi è solito stazionare sulle frequenze kathodike.
Qualche mese fa su queste pagine recensii il loro ‘Canti Vol.2’, disco uscito a fine 2025 per 42 Records: canzoni cantate in italiano fatte di un miscuglio magico quanto inspiegabile di dub, reggae, psichedelia e post punk, che consolidava l’unicitá della band milanese all’interno dell’ambiente sperimentale underground nazionale.
Ad inizio aprile il trio ha intrapreso un mini tour che ha toccato Toscana, Emilia Romagna, Puglia e Marche, e proprio nella data marchigiana di Pesaro, all’Urbica Velostazione ho avuto modo di vederli dal vivo.
Come potevo immaginare, la dimensione live probabilmente è quella che valorizza ancora di più il progetto ONDAKEIKI: un set bello denso e dilatato che vede i nostri sul palco completamente a loro agio.
Il trio composto da Rella (voce, batteria), Nicola Ferloni (basso,sampler) e Giacomo Stefanini (chitarra,synth,tastiere), per circa un’ora alterna momenti decisamente più meditativi e onirici a quelli in levare e in generale più movimentati.
Creando un unico flusso sonoro in grado di sequestrare gli spettatori presenti e trasportarli verso mondi sconosciuti.
Insomma, mi raccomando: dal vivo sono imperdibili!
Poi, una volta ripreso dal concerto, ho chiesto ai ragazzi di presentarsi ai lettori di Kathodik, parlandoci un pò di loro e del loro progetto.
Li ringrazio ancora una volta per la disponibilità, di seguito trovate la chiacchierata, buona lettura!
Ciao ragazzi! Cominciamo subito con la classica domanda che prima o poi deve esser fatta soprattutto quando ci si trova di fronte a un nome così particolare come nel vostro caso: che cosa significa ONDAKEIKI (ammesso che abbia un significato)? Perché proprio questo nome… da dove è partito l’input? Diteci di più, dai che i lettori di Kathodik vogliono sapere!
Quando è nata l’idea della band, c’erano due spiriti nell’aria: il suono del mare e una bambina che stava per nascere. Keiki in lingua hawaiiana significa bambino e germoglio; onda è il ritmo che inseguiamo quando suoniamo. Lo scriviamo sempre tutto maiuscolo ONDAKEIKI perché il terzo spirito è lo swag.
Siete tre baldi giovani ma avete già alle spalle tanti anni di musica nel giro più underground, con i vostri progetti personali tipo Everest Magma, Pueblo People e Porta d’Oro, solo per citarne qualcuno. Quand’è che le vostre traiettorie si sono incrociate?
Esiste un’email risalente al 2012 in cui Nicola chiedeva a Rella se aveva voglia di mettere in piedi un progetto con influenze dub. Ci sono voluti appena 11 anni!
‘Canti Vol. 1’ è uscito ad aprile 2024 per Sentiero Futuro Autoproduzione mentre il secondo volume è uscito a ottobre 2025 per 42 Records.
Nel frattempo a inizio 2025 avete fatto uscire in digitale ‘Sei Fiori’, sei remix/rielaborazioni di “Oltre il fiore esploso” che chiudeva ‘Canti Vol.1’.
Ti dico la verità, me l’ero proprio perso quindi ho recuperato in questi giorni… vedo che c’ha messo mano anche Rella col suo progetto Everest Magma, poi tra gli altri nomi c’è Neurotica Exotica e anche un contributo di Lay Llamas… molto interessante!
I quattro brani di ‘Canti Vol. 1’ sono stati una assoluta novità per noi, abituati a fare musica molto diversa.
Trovare un suono per noi così inedito ha anche voluto dire aprire tutta una serie di porte mentali che erano rimaste chiuse fino a quel momento, tra cui l’idea della version, per usare un termine dell’universo dub, o del remix.
La proposta iniziale era di remixare tutte le canzoni del disco, ma le prime due o tre persone con cui ne abbiamo parlato hanno tutte scelto “Oltre il fiore esploso”, così ci siamo ispirati agli amici Holiday Inn e alla loro “Torbido” per creare un EP con diverse versioni della stessa canzone
. È stato bellissimo sentirla mutare così.

Come e perché è nata l’idea di far uscire ‘Canti’ in due volumi separati?
Si tratta di due dischi completamente separati, prodotti in momenti diversi.
Dopo il Vol. 1 non ci siamo rimessi a scrivere puntando per forza a produrne un secondo, ma a un certo punto ci siamo accorti che il disco che si stava materializzando aveva caratteristiche simili al primo, e così lo abbiamo lasciato diventare il Vol. 2.
Cosa che ci ha anche dato la scusa di ingaggiare di nuovo Liz Van Der Nüll per produrre una versione “sorella” della prima copertina.
Com’è nata la collaborazione con la label 42 Records di Roma?
42 è una realtà strana, per noi. Non è certo famosa per dischi di dub psichedelico con pezzi lunghi 10 minuti. Però Emiliano e Mattia hanno da subito dimostrato un grande entusiasmo per la nostra musica, ed è stato impossibile da ignorare. Un altro aspetto è che sin dal primo momento ONDAKEIKI ci ha portato fuori dalle nostre zone di comfort e ci ha fatto provare molte cose nuove e inaspettate: la collaborazione con 42 rientra in questa categoria.
Negli ultimi anni la musica dub sta vivendo una fase di rinascita e trasformazione significativa, che rapporto avete in generale con la “bass culture”?
La nostra è una posizione un po’ ai margini, perché pur essendo estimatori del suono dub/reggae, siamo anche consapevoli di aver passato gli ultimi 20 e passa anni a muoverci dentro ad ambienti che non avevano che qualche contatto sporadico con questa cultura.
Mentre della scena DIY ci sentiamo pienamente parte, grazie alle nostre esperienze pregresse, se si parla di bass culture siamo decisamente degli spettatori.
Ci piace pensare di iniettare un po’ di calore e di sole nel più “freddo” e “cupo” mondo del rock psichedelico e dell’underground sperimentale, quello sì.
Sogniamo che i nostri pezzi vengano suonati nei sound system, ma non ci risulta che sia ancora successo.
Un giorno, chissà.
Come vi approcciate alla dimensione live?
Suonare dal vivo è la cosa più importante per noi, perché fa vivere la tua musica, la senti che ti si agita tra le mani e allora la lasci andare, come una bestiolina. Ci piace che il nostro live sia un’esperienza intensa e avvolgente, un bel viaggione da fare a occhi chiusi, possibilmente ballando.

In questi due anni il vostro progetto che riscontro ha avuto? Siete contenti, soddisfatti? Aspettative/programmi per il futuro?
La nostra maggiore soddisfazione è quando qualcuno urla “woo!” durante lo stacco di basso di “Un cerchio”.
No dai, a parte gli scherzi: ci divertiamo un casino, abbiamo provato tante esperienze nuove, produciamo musica che ci stupisce in continuazione, e anche la nostra amicizia ne ha giovato tanto.
Siamo molto contenti di avere questa band.
Per concludere vi chiederei un disco o un artista in particolare che state ascoltando in questo periodo e che consigliate ai nostri lettori.
‘Perpetual Musket’ di Elijah Minnelli è in heavy rotation.
Dal vivo consigliamo di non perdersi Cosimo Querci, i Cacao, Steve Pepe.
Link: ONDAKEIKI Instagram Profile
Link: 42 Records Home Page
