Eleonore Oppenheim ‘Home’

(Innova 2016)

Interessante e avvincente, questo progetto della bassista Eleonore Oppenheim, la quale chiama a raccolta cinque diversi autori contemporanei per confrontarsi con, e far dialogare tra loro, il contrabbasso e l’elettronica. Da questo serrato confronto emergono caratteri e cifre stilistiche diverse: dall’ottimismo quasi Rileyano dell’iniziale La Isla Magica di Angelica Negron, costruita su pannelli minimali reiterati ma cangianti, ritmicamente vivaci e di grande energia, alla versione easy della musica concreta inaugurata da Florent Ghys, che flirta con gusto pop con campionamenti, spezzoni di parlato, loops e beats; dall’ambient inquietante e oscuro di Will Smith, al climax di pulsazioni stratificate congegnato da Jenny Olivia Johnson, poi riproposto in versione remixata, decisamente più accattivante e introspettiva, per la firma di Lorna Dune. Nel complesso, una ottima panoramica sulla sperimentazione elettro-acustica “colta” contemporanea.

Voto: 8

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