Adern X ‘Liebe Ist Wärmer Als Der Zeit’

(Xevor 2015)

Un tempo sospeso/strappato da collasso informativo, quello
rappresentato da Andrea Piran nel suo nuovo lavoro.
Noi nel
mezzo, carne emotiva compressa e tremolante.
D’incontri e
abbandoni, tra il detto e il non detto.
Onde radio in loop
inceppato/incrostato a disperdersi nel nulla sopra le teste.
Field
recordings, sinewaves, flussi AM, nastri, samples e laptop.
Materia
risaputa, non di meno ben assemblata (il romanticismo screpolato
dell’iniziale A Day Apart, il riorganizzo nello spazio
percettivo dei segnali in Solaris, i vuoti
riverberati/balbettanti che sfiorano la costruzione contemporanea di
A Mental Image Of F, la progressiva involuzione/decostruzione
di una polverosa frase pianistica di A Mental Image Of
A
).
Stratificazioni aguzze e non (troppo e gratuitamente)
moleste, fra composizione/improvvisazione e ben accolti eventi
occasionali non richiesti.
Un gorgoglio, un cinguettar
intercettato, un feedback contratto e una sequenza granulare,
evidente la ricerca di una propria, riconoscibile linea estetica
(cinematica).
Faccenda di notevole complessità nel bolso
panorama orizzontale di settore, ma il calore empatico, tra strappi,
riavvolgimenti e silenzi di Memories, lascia una scia
intercettabile/afferrabile.
(Il resto son parole che si perdono
oltre il buio stellato, non più nostre ma per sempre e
sempre)
E non è poco e può bastare.

Voto: 7

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