Erika Dagnino Trio ‘Sides’

(SLAM 2015)

L’idea alla base di questo progetto è che la poesia sia essenzialmente suono, che la parola poetica sia espressione, piuttosto che veicolo di significato. Così la voce di Erika Dagnino declama, monotona e a volte addirittura fastidiosa, altisonanti frasi e parole poco sensate in italiano e in inglese (ma perché questa traduzione se ciò che conta è il “tono in quanto tale”, per citare le stesse parole dell’autrice?) e in un’occasione, il Quinto Movimento, dà letteralmente i numeri. Fanno da controcanto le percussioni di Satoshi Takeishi e il basso e gli effetti sonori di Ken Filiano, che si impegnano a rendere un po’ più interessante la musica. A parte qualche buona trovata sonora-rumoristica (come all’inizio del Quarto Movimento) e anche melodica (nel Quinto Movimento), non riescono però ad appassionarci e anzi spesso contribuiscono alla monotonia generale. Nel complesso il disco annoia e non convince.

Voto: 4

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