Babau ‘Papalagi’

(Artetetra 2015)

Le atmosfere tribali e umide della giungla tropicale rappresentano una fonte ideale di ispirazione per diversi progetti della nostrana psichedelica occulta: oltre che con chitarre e tastiere “vintage”, si direbbe che questi musicisti si trovino a meraviglia con machete e antizanzare (cfr. Palo Majombe). A parte la celia, non è difficile immaginare che i marchigiani Babau si sentirebbero a loro agio a commentare musicalmente un “cannibal movie” di Lenzi o Deodato (cfr. i droni clarinettistici e la voce oltre-umana di Faus); anche se – paradossalmente? – nella traccia Palma Hayek si sentono più gli umori panici degli strumentali di “Anima Latina” (mai troppo celebrato e rimpianto, Lucio Battisti).
Luigi Monteanni e Matteo Pennesi, i due musicisti alla base del progetto, ci trasportano in mondo selvaggiamente lussureggiante e fantasiosamente evocativo (Ilanokuaili). Confezione sonora molto professionale. Bravi.

Voto: 7

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