Mari Kimura ‘The World Below G And Beyond’

(Mutable Music 2010)

Rinnovamento,
trasformazione.
Violino e computer interattivo.
Interprete,
compositrice, ricercatrice.
L’oltre, è l’orizzonte
di Mari Kimura.
Un guanto microfonicamente contattato a
controllar l’archetto.
L’interfaccia con il computer
in tempo reale, che permette il raggiungimento di baratri e slavine
tonali, irriproducibili, se non (forse), tramite vere e proprie
contorsioni al limite del circense.
Un accurato compendio di
opere, che dal 1992 ci conduce sino al 2009.
Una visione luminosa,
giocata sulle ali di un suono cristallino, che l’autoprodotta ricerca
tecnologica, infiamma di sensuali suggestioni aliene.
Dove
soluzioni improbabili altrove, si tramutano in stringhe di cangiante
suono quasi orchestrale.
Tredici soli, una partitura per violino e
piano Midi, un duetto con se stessa, ed uno, con il baritono Thomas
Buckner
e la sua straordinaria tecnica vocale.
Questo quel che
troverete.
Un suono vicino, cosi vicino da poterne sentir quasi le
venature del legno sulla guancia.
Leggeri crepitii di corde,
eseguiti in punta di dita, calibrando angoli, pressione,
velocità.
Con precisione e furore, verso la definizione di
un suono mai fermo, trasparente come vetro.

Voto: 8

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