Baby Dee ‘Safe Inside The Day’

(Drag City 2008)

“Safe Inside The Day” è il quarto full-lenght di Baby Dee, musicista transgender americano (di Cleveland, per la precisione) scoperto dal grande David Tibet (Current 93). La sua musica si potrebbe definire come un incrocio di Anthony e Tom Waits, impreziosita da arrangiamenti curati ed intelligenti e da un cantato assolutamente unico, meravigliosamente sopra le righe (cosa, questa, che però potrebbe anche dare fastidio a qualcuno)
.
La title track, posta in apertura dell’album, è una intensa ballata pianistica, cui si contrappone la successiva The Earlie King, claudicante e notturna. A Compass Of The Light è un altra delicata nenia, mentre The Only Bones That Show la butta ancora sullo scherzo waitsiano, secondo – come avrete capito – un’alternanza di climax ed anticlimax che costituisce l’ossatura del disco.

Altri momenti significativi, la jazzata Big Titty Bee Girl (from Dino Town), gli strumentali A Christmas Jig For A Three-Legged Cat e Bad Kidneys (quest’ultimo arrangiato per batteria elettronica, fisarmonica, sax e coro da ubriachi), Flowers On the Tracks, che trasuda una serena compostezza, e la conclusiva You’ll Find Your Footing, un’altra piano-driven ballad cantata con il suo tipico stile declamatorio ed impreziosita dal solito lavoro con gli archi.

Non sarà un capolavoro, ma “Safe Inside The Day” è, sotto molti punti di vista, un disco interessante e riuscito. Un pizzico in più di varietà, e sarebbe stato perfetto. Ma tocca accontentarsi.

Voto: 7

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