Paolo Zanardi ‘I barboni preferiscono Roma’

(Olivia/Venus 2007)

Quello di Paolo Zanardi è un cantautorato che tende il più possibile ad essere deviato e conforme il meno possibile ai canoni classici. Per certi versi, il suo approccio musicale ricorda quello del penultimo Capossela. “I barboni preferiscono Roma”, che segue “Portami a fare un giro” si struttura con un rock ben contaminato tanto da ritmi dell’Europa orientale, quanto da swing jazzato, pop e noise. Nei testi riesce ad essere sia estremamente sintetico, significativo ed efficace, come nell’essenziale rock’n’roll circolare di Isola, sia profondo come nel bel tango che si fonde con le sonorità balcaniche, con in mezzo quella chitarra che sa tanto di Santa Sangre con special guest Marco Ribot, di Tatiana. Quando esplora le ultime tendenze rock, Zanardi si appassiona ad un rock vibrante, come nelle belle ossessioni di Pompeo (gli ultimi omaggi) ottimo omaggio ad Andrea Pazienza, dove ricorre l’efficacissima e pertinente frase “Lo spettro di una vita”. Rapina ad un distributore di benzina rappresenta per Zanardi il legame al cantautorato degli anni ’70, in particolare di area bolognese. Date le sue doti di variabilità ed eclettismo se Zanardi continua così, può raggiungere ottimi livelli.

Voto: 7

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