Christopher Bissonette ‘Periphery’

(Kranky/Wide 2005)

Debutto
discografico in veste solista per Christopher Bissonette, artista
californiano con un background di studi in ambito video e
multimediale, in passato attivo con il collettivo aperto Thinkbox.
Già dalle prime note traspare subito un approccio fortemente
visivo alla materia musicale, che trascende la semplice esperienza
uditiva per proiettare tutto un piccolo mondo di immagini sfocate e
sospese. Cinema del subconscio, con sede negli angoli più
nascosti della corteccia cerebrale. Un disco molto tecnico
nell’approccio ma assolutamente emotivo nei risultati, frutto di un
meticoloso lavorio di editing; con samples di suoni che vengono
smontati, riassemblati, dati in pasto alle capacità
trasfigurative di qualche sofisticata patch di audio synthesis.
Nulla si crea, nulla si distrugge, ma infinite sono le possibilità
di mutazione. Genericamente possiamo parlare di ambient, di un
qualcosa che mette assieme On Land di Brian Eno, la
malinconia di William Basinski, le sospensioni di Biosphere, con le potenzialità, ma anche i difetti, le
imperfezioni, gli occasionali fallimenti delle “nuove”
possibilità tecnologiche. Sicuramente concetti noti e
stranoti, ma il mood carico di suggestioni, la stasi in movimento di
questa musica, dove tutto è immobile ma molto accade, lascia
più di un segno. L’iniziale In Accordance risuona di
note che sembrano fatte gocciolare sulla superficie immobile di uno
stagno per andare a disegnare dei cerchi concentrici di suono che
inevitabilmente finiscono per inferire l’un l’altro in un gioco di
risonanze e sfasamenti. Proprtion In Motion è la
tristezza di un vascello pirata che scricchiolando lentamente affonda. Il rombare in lontananza di Substrata
preannuncia una tempesta tutta interiore, trattenuta e
soffocata, ma maestosa nel suo procedere tra spettri di strumenti
acustici imprigionati in un pantano di basse frequenze. Travelling
Light
richiama molto certe atmosfere Fennesz, con la sua sottile
pioggia di glitches e melodie che sembrano nascoste dietro banchi di
nebbia. Da ascoltare prima che la primavera diventi definitiva.

Voto: 7

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