Klezmer Music Festival News

Ancona 21-25 Settembre 2005.

Il Programma Completo.

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Associazione Musica Klezmer

 

X edizione

Klezmer

musica

festival 2005

 
per la pace tra i popoli

 

 
 
Ancona, 21-25 settembre 2005

 

in collaborazione con:

   ARCI  Ancona

Comunità Ebraica di Ancona

 

 

 

 

 

 

IL KLEZMER MUSICA FESTIVAL DI ANCONA

 

Il Klezmer Musica Festival di Ancona, annuale appuntamento di musica e cultura d’influenza ebraica, festeggia nel 2005 la sua decima edizione. La rassegna è dedicata alla musica e alla cultura d’origine ebraica che ha accompagnato la diaspora degli ebrei nei vari paesi del mondo, raccogliendo le influenze di tutti popoli con cui essa è entrata in contatto.

 

La musica klezmer, che deriva dalle parole “kley” e “zemer”, vocaboli yiddish che significano più o meno “strumento musicale”, è intimamente legata alla vita ebraica, colonna sonora dei momenti più significativi (come matrimoni, nascite e circoncisioni, feste e riti) e, in generale, il ritmo distintivo dell’esistenza degli ebrei intrecciata con lo studio e la prassi della Torah.

 

E’ un genere multiforme, che risente del carattere girovago dei musicisti che lo suonano, artisti che si spostavano costantemente alla ricerca di un ingaggio. Proprio questo continuo girovagare ha fatto sì che il klezmer venisse in contatto con le diverse culture musicali delle regioni che ospitavano comunità ebraiche. Da qui le influenze rumene, polacche, ungheresi, greche, ma anche quelle della musica tzigana. Un genere quindi che accoglie le diverse culture e ne fonde le sonorità per dare vita ad una musica che regala la sensazione di pace ed armonia tra i popoli.

 

Vari strumenti la caratterizzano: il violino, strumento emblematico del mondo ebraico degli shtetl e dei ghetti, il clarinetto, gli ottoni, in particolare la tromba, gli strumenti percussivi, il cymbalon, il cello.

 

Spesso definita la “musica dell’anima”, viene da un’interiorità profonda e vuole raggiungere il cuore. Ascoltare questa musica vuol dire avere la consapevolezza che il popolo che ha generato il klezmer ha vissuto un destino unico, è stato sradicato dalla terra d’Europa, la sua terra, è stato annientato e bruciato nel silenzio” (Moni Ovadia).

 

Tuttavia, benché sia vero che la musica klezmer esprima anche la sofferenza, essa non è un semplice gemito lamentoso, ma unisce melodie appassionate, ritmi vivaci ed atmosfere piene di colore con entusiasmo ed intensità di espressione.

 

Il festival in questi 10 anni ha ospitato i maggiori interpreti internazionali di musica klezmer e zingara, godendo di un crescente interesse da parte di un pubblico proveniente da ogni parte d’Italia, musicisti, scrittori e politici, israeliani ed arabi, per dimostrare che il dialogo tra culture è possibile, con la speranza di lasciare una forte testimonianza di pace.

 

Organizzato dall’associazione Musica klezmer in collaborazione con la Comunità ebraica delle Marche e l’Arci di Ancona, con il sostegno del Comune e della Provincia di Ancona, della Regione Marche e della Fondazione Teatro delle Muse, ha come presidente onorario Moni Ovadia.

 

 

 

 

PROGRAMMA

 

ANTEPRIMA DEL FESTIVAL

a 10 anni da Srebrenica, per non dimenticare

martedì 20 settembre

Mole Vanvitelliana, ore 21.30

“A come Srebrenica”

spettacolo di e con Roberta Biagiarelli

 

Ingresso gratuito

 

A 10 anni dai fatti di Srebrenica (1995 – 2005), Roberta Biagiarelli ripresenta lo spettacolo “A come Srebrenica” per non dimenticare l’eccidio della città bosniaca, tra aggressori e aggrediti, ragion di stato ed interessi di politica internazionale. L’attrice e drammaturga di origine marchigiana sola, sul palco, per più di un’ora, parla senza neppure un’immagine, in un monologo che è una sorta di orazione civile, chiedendo a chi gli sta davanti di fare lo sforzo di provare a vedere con gli occhi dell’anima quel che è successo. Dal suo debutto nel 2001 lo spettacolo conta più di 200 repliche, con la presentazione al Festival Bascar-sijske Noci di Sarajevo in occasione del settimo anniversario della strage ed a Tuzla e a Srebrenica, quest’anno, in occasione del decennale della strage.

 

 

Mercoledì 21, giovedì 22 e venerdì 23 settembre

Ridotto del Teatro delle Muse, ore 10.30

“A cavallo delle Alpi”

spettacolo teatrale per le scuole Compagnia Il Melarancio

 

Ingresso gratuito

 

Nell’ambiente un po’ claustrofobico di una soffitta, si dipanano e si intrecciano le vite spezzate di tre personaggi: David dal Belgio, Jacob dall’Ungheria, Sarah dalla Polonia.

Lo spettacolo, liberamente ispirato al libro di Alberto Cavaglion Nella notte straniera (L’Arciere 1998), racconta una vicenda che parte nel gennaio ‘43 e si conclude nel maggio ’45. Un periodo di travolgenti avvenimenti storici che hanno portato alla nascita della nostra democrazia: la caduta del Fascismo, l’8 settembre, l’occupazione nazista in Italia, la nascita della Resistenza, l’avvio, anche in Italia, della deportazione degli ebrei, la liberazione dal nazifascismo, la fine della seconda guerra mondiale ed infine il ritorno della pace. La grande storia diventa così lo sfondo su cui si muovono i tre protagonisti e viene narrata, e vissuta, attraverso i loro pensieri e le loro emozioni. Momenti importanti che i giovani devono conoscere, attentamente filtrati dall’esperienza della compagnia “Il Melarancio”, da anni impegnata prevalentemente nell’ambito del teatro per ragazzi e del teatro di strada.

 

 

 

Mercoledì 21 settembre

Teatro delle Muse, ore 21.00

“Sinfonia Klezmer”

produzione del Klezmer Musica Festival

con Orchestra Filarmonica Marchigiana & World Quintet (Svizzera)

 

World Quintet:

Michael Heitzler clarinetto

Ariel Zuckermann flauto

Daniel Fricker basso

Oliver Truan piano

David Klein batteria

 

Biglietto unico: Euro 5

 

Sarà affidata all’incontro tra musica klezmer e orchestra sinfonica, ovvero un cocktail esplosivo tra colto  e popolare, l’apertura ufficiale del decennale del Festival. Una composizione originale per orchestra, scritta dal direttore artistico Giovanni Seneca, apre infatti  il programma della serata. Insieme a lui, sul palco, i cinque musicisti de “The World Quintet”, pionieri a livello internazionale del “klezmer sinfonico”. Attraverso le loro musiche, che uniscono ritmi jazz a melodie esotiche del mediterraneo e cadenze sensuali dell’oriente, si realizzerà uno stimolante intreccio con la Filarmonica Marchigiana, diretta da Federico Mondelci, da anni orchestra ufficiale delle maggiori stagioni liriche delle Marche.

 

 

Giovedì 22 settembre

Ridotto del Teatro delle Muse, ore 21.00

“Yiddish songs” – esclusiva nazionale

concerto di  Myriam Fuks con Aldo Granato & Yiddish Night Trio (Belgio)

 

Ingresso gratuito

 

Myriam Fuks è nata a Tel Aviv, con la musica yiddish nel sangue: sua madre era attrice al Tea­tro Kaminsky di Varsavia, uno dei più importanti teatri yiddish d’Europa, prima della guerra. Suo zio era chitarrista e grande intel­lettuale del mondo yiddish.

Myriam si trasferisce, ancora bambina a Bruxelles, dove inizia a collaborare con il teatro yiddish Ykult.

Negli anni settanta fa ritorno in Israele, dove diventa in breve tempo una delle più autorevoli interpreti della cultura yiddish. Trasferitasi definitivamente, a Bruxelles, dopo qualche anno, la Fuks raggiunge il successo a livel­lo internazionale; i suoi dischi vengono premiati e i suoi spettacoli girano il mondo intero.

Per questa grande cantante, l’yiddish è la lingua delle emozioni, della gioia e della tristezza, ma soprattutto rappresenta la storia di popoli che vivono la musica e la canzone come parte della vita quotidiana.

 

 

 

Sabato 24 settembre

Teatro delle Muse, ore 21.00

“Oylem Golem”

cabaret yiddish

spettacolo-concerto di e con Moni Ovadia & Teatherorchestra

 

Biglietti: poltronissime Euro 27

poltrone Euro 22

I galleria Euro 17

II e III galleria Euro 12

 

Moni Ovadia, il grande attore, cantante e affabulatore, ripropone al pubblico lo spettacolo che lo ha lanciato ai massimi livelli della scena teatrale italiana. “Oylem Goylem”, ideato contemporaneamente alla nascita della Theaterorchestra (1990), è uno spettacolo di cabaret yiddish, definito da Ovadia stesso come un elogio, una glorificazione dell’esilio. Il fulcro è la storica abitudine a compiangersi degli ebrei interpretata con ironia in varie lingue. “Oylem Goylem”, il mondo è scemo, è una rappresentazione della realtà diversa, che parte dall’incertezza, da ciò che non si ha, dalla precarietà che accompagna il vivere quotidiano dell’ebreo errante. L’umorismo ebraico mette in crisi e smaschera il pregiudizio, la certezza, l’ideologia. È un antidoto efficace contro l’arroganza, è giustamente feroce contro i potenti. E lo yiddish, babele di lingue, segno che non trova pace come il suo popolo, ne è l’essenza.

 

 

Sabato 24 settembre

Lascensore Club, ore 23.30

“Balcanica”

musica zingara e klezmer da strada e da camera – Dragan Trio (Italia)

 

Alberto Popolla clarinetto, clarinetto basso

Marco De Persio tromba

Ludovica Valori fisarmonica, voce

Daniele Ercoli contrabbasso

 

Ingresso gratuito

 

La musica della strada sul palco, l’energia dei concerti acustici amplificata e illuminata per uno spettacolo vibrante ed emozionante. Il “Dragan Trio” è l’esplosione di melodie dai Balcani rivisitate in maniera spregiudicata, in una sorta di nomadismo musicale frutto delle diverse esperienze degli artisti. Nel loro personalissimo universo sonoro si va dal rock al jazz, dalla musica per banda alla canzone d’autore, dallo ska alla musica classica. I quattro musicisti della band eseguono una vera trasvolata musicale, all’insegna dell’ironia e della spontaneità, della freschezza e della contaminazione tipiche delle “gypsy band”.

 

 

Domenica 25 settembre

Ridotto delle Muse, ore 11

“Un progetto per la pace”

presentazione del progetto Saving Children-Peres Center for the Peace (Israele)

incontro con Manuela Dviri e Moni Ovadia

 

Ingresso gratuito

 

Saving Children” è il progetto promosso dal Peres Center for Peace, un’organizzazione non profit apartitica di Tel Aviv fondata dal Premio Nobel per la Pace Shimon Peres, per un supporto medico assistenziale ai bambini israeliani e palestinesi coinvolti nell’infinito conflitto mediorientale. Partito nel novembre del 2003 con la firma di Shimon Peres e del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, ha raccolto negli anni il sostegno di diverse enti pubblici e privati, fra cui la Regione Marche. “Pochi progetti possono essere più emozionanti e più gratificanti di quelli che riescono a salvare la vita di un bambino – ha scritto la giornalista e scrittrice Manuela Dviri, diventata una importante esponente del movimento pacifista israeliano e tra i sostenitori del dialogo e della collaborazione tra la società israeliana e palestinese – Eventi come questo sono capaci di tirar fuori il meglio di noi stessi e forse riusciranno a creare un’atmosfera che incrementerà il desiderio e la speranza di una pace duratura”.

 

 

Domenica 25 settembre

Mole Vanvitelliana, ore 18.00

“Persepolis” (fino al 9 ottobre)

inaugurazione della mostra di Marjane Satrapi (Iran)

a cura dell’associazione Lenor de Fonseca

 

Ingresso gratuito

 

Non è solo il primo fumetto iraniano, ma è anche un romanzo di formazione che testimonia come la gente comune riesca a sopravvivere alla repressione politica e alla guerra. Attraverso gli occhi di Marjane, una bambina di Teheran, figlia unica di genitori progressisti, prende forma l’accumularsi di tutte quelle vicende che trasformano un paese libero in fondamentalista. Dal crollo del regime dello Scià al trionfo della rivoluzione islamica, passando per lo scoppio della guerra con l’Iraq. Due volumi di un’opera, infanzia e adolescenza, che è un’autobiografia, raccontata in un bianco e nero sobrio e puro, resa affascinante dall’umorismo di fondo e dal tono leggero dovuto alla distanza che l’autrice prende dalla vicenda, malgrado la gravità e la tragicità degli eventi narrati. Un modo per svelare un mondo in parte sconosciuto e penetrarlo, forse, meglio di tanti saggi.

 

 

Domenica 25 settembre

Teatro delle Muse, ore 21.00

“Canti dall’esilio”

concerto di Diamanda Galas (USA)

tournée organizzata da Marilla Simonini Music Management

 

Biglietti: poltronissime Euro 27

poltrone Euro 22

I galleria Euro 17

II e III galleria Euro 12

 

Una presenza scenica drammatica, “spaventosa”, come è stata definita dalla rivista americana American music in the 20th century, e controversa. Una voce potente che arriva ad una gamma di quattro ottave. Diamanda Galás, artista di caratura internazionale di origine greco-americana, mette in evidenza tutti i tipi di aberrazioni, crimini, ingiustizie, perpetrati nelle società antiche e contemporanee: le umiliazioni e le violenze inflitte alle donne, la tortura. Con “Canti dall’esilio”, trae ispirazione da testi di poeti esiliati come Cesar Vallejo (Perù), Paul Celan (Germania), Gerard de Nerval (Francia) e Henri Michaux (Belgio). Passando per le poesie di Pier Paolo Pasolini e del poeta salvadoregno della guerriglia Miguel Huezo Mixco. La Galás interpreta inoltre il lavoro del compositore armeno Udi Hrant, del compositore greco Papioannou, e degli americani John Lee Hooker e Bosie Stuyvesant.

Passeggiando per Ancona, durante le giornate del Festival, sarà possibile imbattersi, nel duo “Schurk”. Due fenomenali artisti, Lisei Haardt-Spaetk, fisarmonica, violino e voce e Renzo Marzocchi, che suona contemporaneamente il basso, la grancassa ed il charleston, e si esibisce in cori e sberleffi, regaleranno ai passanti, ignari o fortunati spettatori,  melodie della tradizione klezmer e balcanica.”