Gianni Maria Bellu ‘I Fantasmi Di Porto Palo’

Per Chi Ama…

 

 

 

 

 

 

 

Di Aldo Piergiacomi

aldopiergiacomi@libero.it

I fantasmi di Portopalo
Gianni Maria Bellu
2005 Strade Nuove – Mondadori

Per chi ama i gialli o più semplicemente quelli che chiamano “libri d’azione”,
imbattersi in un saggio-documentaristico è quasi sempre una sfida che si è già
persa in partenza.
Già perchè quando si amano le storie intricate e piene di colpi di scena ed
anche se si è fra quelli che preferiscono leggere “fra le righe”, un libro che
parla “della semplice realtà” può sembrare banale e poco stimolante.
Poi ti imbatti in questo libro scritto da un “giornalista” che in fondo non
parla che di un “fatto di cronaca” per di più nemmeno di attualità
(purtroppo!!!) e ti capita di ricrederti su tutte le tue false convinzioni…
E si perchè leggere dell’odissea di centinaia di migranti che tentarono uno dei
soliti “viaggi” verso la terra promessa Europa e del tragico epilogo della notte
di Natale del ’96 può essere una delle avventure più emozionanti che ti può
capitare di fare.
Sarebbe facile dire che è solo grazie al fatto che è scritto bene, o perchè
tocca un argomento cruciale del nostro tempo, oppure per la molteplicità dei
personaggi “da romanzo”, probabilmente però la verità è molto più semplice e
intuitiva: è solamente un bel libro.
E così seguire la ricostruzione delle peregrinazioni dei migranti attraverso le
parole dei trafficanti di esseri umani, sentire dei loro viaggi interminabili
attraverso percorsi lunghissimi e sofferenze al limite dell’immaginabile, capire
quanto sfruttamento deriva dalla “chiusura delle frontiere” dei ricchi diventa
un percorso avvincente e interessantissimo.
Inoltre, come un vero saggio dovrebbe fare, quasi mai si parla per sentito dire
ma il racconto viene fatto tramite interviste dirette e allora anche il peggior
trafficante diventa un uomo in carne ed ossa con le sue manie di grandezza e le
sue tragedie, e si coglie il rimorso profondo del pescatore che ributta i
cadaveri trovati in mare per non perdere le sue “giornate di lavoro” dietro agli
accertamenti delle autorità !?!
In fondo di tutte queste storie che si intrecciano il vero lato “senza anima”
risulta proprio quello della politica (ed in questo caso quella che si definisce
di centro sinistra) che per “vendersi come frontiera sicura” alla nascente
europa dei mercati preferisce ignorare e nascondere un dramma delle cui
dimensioni difficilmente riusciamo ancora a renderci conto completamente.
Insomma il consiglio di lettura vale ancora di più per chi si vuole rendere
conto di quanto anche noi italiani ci si sia avvicinati alle “civiltà” che
vivono alimentando un razzismo imperante e di quanto sia lontana l’italia che si
indignava per le vicende di Kunta Kinte (e del fatto che purtroppo ciò avveniva
perchè a qui tempi “in italia c’eravamo solo noi italiani”!)