Isabel Allende ‘Zorro – L’Inizio Della Leggenda’

Vi E’ Capitato…

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Aldo Piergiacomi

aldopiergiacomi@libero.it

Zorro – l’inizio della leggenda
Isabel Allende
2005 Giangiacomo Feltrinelli editore

Vi è capitato mai di avere dei pregiudizi?

Beh a me capita, e molto spesso si manifestano nella scelta di un libro.
perciò mi sono tenuto sempre alla larga dai libri di Isabel Allende, il motivo?:
principalmente uno la consideravo “letteratura per donne”. Il presupposto
consisteva nel fatto che consideravo che ci fosse una narrativa nata per un
“pubblico femminile” e che quindi difficilmente si sarebbe adattata ai miei
gusti. Se dovevo indicarne le caratteristiche credo che non sarei riuscito a
farlo ma i pregiudizi si basano appunto sull’ignoranza (o no?)
poi accade l’imponderabile: autogrill (settore libri), una contro copertina
tutta rossa ed un titolo accattivante “ZORRO – l’inizio della leggenda”,
metteteci che si era all’inizio di un periodo di vacanza con una voglia di una
lettura d’evasione (altro pregiudizio… ma non è il caso di parlarne ora) ed il
gioco è fatto.
Il bello dei pregiudizi è farli crollare; in questo caso mi ci sono messo
d’impegno e sembrava proprio andare tutto per il verso giusto…
un romanzo cappa e spada di un giovane Diego della Vega e della sua inseparabile
amicizia con Bernardo, ma non come il servo complice dei film, bensì come
l’indio razionalmente legato alla sua cultura indigena.
Tutto questo ambientato in una pittoresca Los Angeles dell’inizio ‘800 (e poi in
una decadentissima Barcellona) fra missionari straccioni e polverosi
conquistadores contro i quali venivano compiuti gli scherzi del duo (Diego
l’impulsivo giullare e Bernardo il silenzioso aiutante) e quindi quasi che
l’autrice era riuscita a fare colpo…

…ma poi la triste realtà (probabilmente perchè si era esaurito l’originale
spunto di partenza!?!), dalla penna della scrittrice escono i veri personaggi
principali. Ora le imprese amorose delle sorelle De Romeu (ex-ricche, ex-nobili)
diventano il motore della vicenda e quasi sparisce sia Bernardo (che ritorna in
america) che il mondo indio.
Va bene che c’è un tentativo di rivalutare la cultura gitana con le imprese di
un gruppo di zingari-circensi o una parziale analisi del mondo dei pirati ma
sono sempre gli amori pseudo-impossibili che primeggiano e che poi alla fine
trionfano… (da voltastomaco la storia d’amore della bella Juliana con il
pirata Lafitte – una versione quasi grottesca della favola della bella e la
bestia)…
insomma il finale non ve lo racconto anche perchè non c’è nulla da raccontare!

E così anche questa volta il pregiudizio ha vinto (ed anzi mi si è notevolmente
rafforzato).
In conclusione vi chiedo solo una cosa: datemi un consiglio di lettura che possa
farmi cambiare idea sulla cosiddetta “letteratura femminile” e fatelo solo per il
gusto di non far vincere l’ignoranza.

Vi prego aiutatemi a sconfiggere i miei pregiudizi.