Shunatao ‘Tribute to Shunatao’

Di sicuro gli Shunatao si meritano un plauso per essere riusciti a fare ciò che solo i Residents e pochi altri (s)fortunati prima di loro hanno raggiunto: l’anonimato più completo. Non nascondo infatti che io non l’avevo mai sentiti nominare, e ricerche varie sul web hanno condotto a risultati molti simili (l’homepage è ‘toujours en construction’) a ciò che sta scritto anche sulla PR.
Ovvero tutti commenti che iniziano con ‘Credo che questi siano un gruppo francese’ oppure ‘Io non l’avevo mai sentiti e non si sa chi siano’ e ancora ‘Credo che questo sia un album personale, oddio credo…’. E ovviamente io non posso che aggiungermi alla lunga lista di poveri recensori senza la più pallida idea.
Tralasciando però ciò che i ragazzi (10, 5, 6? boh) francesi hanno raggiunto, cosa suonano esattamente? Beh anche qui mi verrebbe da citare i Residents e al limite i They Might Be Giants per l’ecletticità e la evidente poca serietà dei pezzi.
Dunque non temete, ci saranno proprio tutte le nefandezze che vi aspettate: applausi finti, sviolinate terrificanti, voci dolci e meno, fisarmoniche e così via. Non vi fate però trarre in inganno dal titolo, il ‘tributo’ se lo fanno gli stessi Shunatao riprendendo pezzi da loro vecchi album e riarrangiandoli.
Devo dire che appena ho visto la copertina però, evidentemente ispirata al giorno dei morti messicano, ho subito pensato ad un gruppo Ska, non so per quale motivo. Alla fine poi non mi sbagliavo, perché se all’inizio l’ascolto comincia su canzoni piuttosto discordanti (Lazy boy francesiggiante e Welcome to The Death Club tipo Inti Illimani), dopo un po’ i pezzi cominciano tutti a somigliarsi e si arriva su uno stile piuttosto preciso, tanto che gli inizi sono molto simili (solito sintezzatorino imbecille con 5-6 note) e la voce non cambia più. Insomma se a volte i pezzi convincono abbastanza, soprattutto quelli pseudoseri devo dire, altri vi faranno venire voglia di sfasciare tutta casa. Terrificante poi la pronuncia inglese, e dunque incomprensibili i testi; si sa che su quello i francesi son pure peggio di noi.
Veramente però l’autotributo degli Shunatao è difficile da giudicare, non raggiungendo nè la simpatia e l’orecchiabilità dei TMBG nè la follia e l’ecletticità pura dei quattro simpatici occhioni. Insomma si potrebbe dire tutto o niente, ma considerato che non mi sono esaltato, preferisco nulla.

Voto: 6

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