THILGES 3 ‘Die offene Gesellschaft’

(Staubgold 2003)

Ancora una copertina splendida: un foglio ripiegato, ricoperto da colorati, ma terrorifici disegni dei bambini ospitati presso il Kisse-Kinderbetreuungdi Feldkirch (‘Betreuung’ significa assistenza medica..). E’ quasi un concept-album, ambientato tutto nei luoghi dove la ‘società del buon senso’ solitamente parcheggia le diversità e i problemi: la casa di
riposo, la prigione; qui invece si parla di luoghi aperti (cfr. il titolo stesso) prima di tutto alla comunicazione con il di fuori, ma anche luoghi in cui il pranzo è ancora momento di comunicazione e di riunione (cfr. immagini e registrazioni d’ambiente all’interno dei brani): metafora di un nuovo tipo di famiglia?
La musica: di nuovo ritmi scuri, caldi e plastici, ma con suoni molto più personali e rifiniti di Polka.
Quattro brani su otto (i più lunghi) sono registrati dal vivo nei suddetti luoghi: Letzehof parte con una registrazione di monaci buddisti che pregano prima di mangiare; la musica che segue tale introduzione non poteva essere che un vero e proprio cupo canto buddista riletto tramite il sintetizzatore Doepfer e laptop.
Seguono Justizanstalt Feldkirch, con il suono caratteristico di una prigione (chiavi di porte di acciaio che si aprono…o si chiudono) che preannuncia un inquietante dub stratosferico; Haus Schillerstrasse, tra le
voci sussuranti degli anziani e le trame esotico/chiesastiche dei Nostri;
Kisse è caratterizzato dai bimbi responsabili della copertina: suoni d’asilo, maestre, urla, schiamazzi e poi via, di tribalismi digitali (e di bambini che ballano, penso io).
I restanti quattro brani sono stati registrati in studio e sono decisamente più brevi, ma non meno interessanti: spicca su tutti Spinnich, più melodica e minimale; tre minuti e 45 da pelle d’oca per il sottoscritto..
Complessivamente un ottimo CD, pieno di spunti, sia ritmicamente, sia a
livello di suoni; i tre si segnalano anche per la grande capacità di amalgamare ambienti spaziali dal gusto un poco retrò a fratture digitali tipiche dell’era clicks’n’cuts.
Non so se il trio componga o improvvisi, ma di certo c’è che dà ottimi risultati sul mio impianto stereo.
non vedo l’ora di vederli dal vivo!

Voto: 9

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Autore: cfioratti@hotmail.com