Roddy Frame ‘Surf’

(spinArt/Sony Music 2002)

In effetti il nome di Roddy Frame da solo non dice molto, tutti collegano la sua chitarra acustica e la sua voce melodrammatica agli Aztec Camera, gruppo di discreto successo negli anni ’80. Cavallo di battaglia di Roddy era Oblivious, scritta e composta praticamente da solo, che gli fruttò critiche onorevoli tanto che qualcuno lo paragonò ad Elvis Costello.
Da quel fortunato singolo sono passati 19 anni (anzi 20 direi), e nel frattempo Roddy ha terminato l’avventura con il suo gruppo e ha deciso di diventare solista, non che comunque la scelta sia stata musicalmente radicale, piuttosto è un semplice cambio di ‘marchio’.
Dopo l’interessante “North Star” del 1998, questa volta il cantautore inglese abbandona tutti gli strumenti e coraggiosamente si propone in una versione totalmente acustica. Scelta che sicuramente farà già storcere il naso a qualcuno, me compreso che dubitavo dell’efficacia di un ‘esperimento’ del genere.
Eppure nei 36 minuti scarsi di “Surf” Roddy mette in fila delle canzoni veramente notevoli (Surf, High Class Music , Tough sopra tutte), sempre con il suo stile un po’ decadente ma mai triste e con degli arpeggi veramente notevoli. Ogni tanto si esibisce anche in qualche assoletto per far piacere all’ascoltatore esigente.
Insomma eccetto gli ovvi limiti di un album del genere, qui ci sono gli Aztec Camera all’ennesima potenza, e il fantasma di Costello sempre sopra la testa del quasi quarantenne cantautore inglese.
Eccellente davvero.

Voto: 9

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Autore: nukep@inwind.it