R.U.N.I. ‘Ipercapnia in capannone K’

(Wallace/Audioglobe 2002)

“Che combini?”
“Faccio un pò come mi pare!”
Questo stralcio di conversazione risalente a qualche giorno fa (il resto non lo svelo, esiste una privacy…) riassume alla perfezione lo spirito con il quale deve esser stato confezionato questo”Ipercapnia in capannone K” dei R.U.N.I., lavoro peraltro curatissimo sia nella grafica-packaging che nella produzione (vi riempie i coni, come un gelataio pasciuto, benevolo e profondo conoscitore dello spettro).
E far come gli pare viene piuttosto bene ai nostri, devo ammetterlo. Lo sapevo, lo sapevo. Mi fidavo e non sono stato tradito. Oppure si, sono stato tradito in maniera deliziosa. Dannati furbetti.
Innanzitutto i tempi si sono dilatati donando una patina post al lavoro che, invero, risulta per niente noiosa. I pezzi, perlopiù strumentali, ci imbrigliano, catturano e fanno viaggiare in maniera inusuale. ‘That’s entertainment’ avrebbe detto Frank (Zappa per gli amici). Raga rock come avrebbero potuto balbettarli dei Polvo più matematici, sentori di krauto (metronomicità e dilatazioni alla Neu per intenderci) e pensieri vagamente Trans-Am (primi), incastri ambientali su strutture rock e cavalcate disco flangerate ad arte con buchi nel (registrato) reale (?). Una pacchia.

Per sonorizzare le vostre serate con il gatto che gironzola festante e vi versa il bicchiere (l’ultimo) di vino… ma tanto che ci frega.
Non è per tutti questo cd
Chi lo merita, gode!.

Voto: 8

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