Converge in concerto

Resoconto di una serata che difficilmente potra’ essere dimenticata…

CONVERGE + Paint The Town Red + Face the Fact
9 ottobre 2002
Pinarella di Cervia

La serata si preannuncia come un vero e proprio evento e siamo tutti un po’ in stato di eccitazione nonostante il locale non proprio gradevole (in realtà una discoteca con tanto di buttafuori e annessi vari).
Non molte le persone convenute (250-300), ma qualcuno è arrivato anche da Roma per assistere a una delle tre date italiane (le altre a Treviso e Milano) della cult band di Boston.

La composizione degli astanti appare abbastanza “scremata”; non ci sono quasi punks, skins, metallari vecchi o nuovi. Presenti principalmente gli “adoratori del culto Hard Core”. Il fatto che il pubblico in sala sia al 90% di uomini, ricorda ancora una volta che questo genere musicale manca purtroppo di un solido punto di vista femminile.
Ma passiamo ai gruppi…

Face the Fact

Dopo un classico intro tratto da uno degli hit western di Ennio Morricone, la band romana attacca con l’ottima Kronos. Via di seguito una carrellata delle loro ultime canzoni tra cui hanno spiccato Russian Roulette e The Safe Place . Apprezzo molto i loro shows e gli sforzi che fanno i Face the Fact per rinnovarsi continuamente. Il metallo ovviamente è ovunque e non mancano le calate melodiche in stile Poison the Well. Efficaci i pezzi cantati a due voci con la bassista che molla a terra lo strumento e comincia ad urlare dal microfono. Sicuramente una delle bands new school più capaci del territorio nazionale, che al contrario di altre riporta sul palco tutta l’energia della loro musica e che se pecca lo fa per “eccesso di perfezione”.

Paint The Town Red

 

Non ho nessun dubbio nell’affermare che i PTTR sono uno di quei gruppi che deve essere ascoltato dal vivo; probabilmente ciò è dovuto alla loro decennale esperienza, fatto sta che risultano decisamente più potenti sul palco che non sullo stereo. I cinque pezzi che propongono sono tutti tratti dal loro primo e finora unico release e il muro di suoni che producono non lascia indifferenti. Come già ho avuto modo di notare i due chitarristi rappresentano un grosso polo di attrazione ed è un piacere sentirli scandire riffs decisi e scambiarsi le parti, la base ritmica sostiene, il frontman fa il suo lavoro saltando dalle casse. Quando attaccano Last Gang in Town il pubblico è ormai pienamente convinto e approva muovendo ritmicamente la testa. Chiudono l’esibizione con un’ottima esecuzione di Breaker Breaker 1.9 che coinvolge e non lascia dubbi: c’è ancora speranza di ascoltare un buon HC moderno senza diventare per forza metallari!

Michele Panuccio

Converge

Dalla ressa che c’e’ sotto il palco gia’ 10 secondi dopo l’esibizione dei PTTR si capisce che l’attesa per i 4 di Boston e’ spasmodica. Si dispongono sul palco pronti a far scatenare la folla e subito una sorpresa, triste: Kurt Ballou e’ seduto su una sedia con un’espressione da cane bastonato e il cantante Jakob Bannon spiega che purtroppo si e’ fatto male alla mano sinistra ma che suonera’ lo stesso ( qualche canzone in meno del solito, alla fine saranno 7 se ricordo bene, ma date le circostanze…). Via si parte, il primo brano non poteva che essere Concubine, diventata un po’ il nuovo manifesto, il biglietto di presentazione dei Converge. Una Concubine che in versione live e’ ancora piu’ veloce, scarna, secca, diversa, avrei voluto che la ripetessero all’infinito….e invece non c’e’ tempo perche’ arriva The Broken Vow e alla fine tutti col dito alzato ad urlare “..I’ll -take -my -love -to -the –graaaaveeeee!”. Bannon si muove felino sul palco, non deve fare niente per coinvolgere un pubblico in visibilio. Prima del concerto sembrava così calmo e tranquillo con quel faccino da bimbo e i lunghi capelli biondi alla Piccolo Lord ed ora sembra posseduto da un’orda di demoni. Sciorinano poi le note infuocate di My Great Devestator (non potevano non farla), You Fail Me ( brano nuovo che probabilmente dara’ il titolo al prossimo album, lascia presagire una virata piu’ intimistico-sludge..) e la devastante Color Me Blood Red (un delirio assoluto).Pausa. Il batterista si alza e fa una serie di espressioni di sconforto al mixer alla fine di (quasi) tutti i brani, il bassista Nate Newton intrattiene come un cabarettista consumato il pubblico che sorpresa, sorpresa lo ripaga cantandogli una “ Happy Birthday to you” per il suo ventisettesimo compleanno. Nate e’ lì, al centro del palco, abbracciato da Bannon che canta la canzoncina quando da dietro arriva un roadie dei PTTR con una grossa torta in mano e STCIAFF!! spiaccicata sul viso incredulo del povero Nate. Schizzi di panna sul pubblico ( porc…-nda) e sul palco renderanno i prossimi lanci e stage-divings ancora piu’ scivolosi e comici. Ok finita la simpatica gag si riparte per il finale del set affidato a due classici dei Converge ovvero Conduit ( e tutti a cercare il microfono per cantare “This –time –is –war!”) e conclusione con l’apocalittica The Saddest Day che lascia a bocca aperta ad ogni nuovo ascolto. Appena finito il brano Bannon prega il mixer di mandare musica di sottofondo. Niente bis. Concerto finito. Eppure nessuno e’ rimasto insoddisfatto, aaanzi e poi c’e’ anche da capire la condizione di Ballou. La sensazione alla fine e’ quella di aver assistito ad un EVENTO, di aver visto all’opera i veri leaders indiscussi dell’hardcore metallico. Meraviglioso. Stupendo. Ah Panu’ pero’ se non se sbrigamo al banchetto merchandising non troviamo piu’ niente, ci vediamo al prossimo concerto.Aspettando impazientemente ‘You Fail Me’, andatevi a cliccare il sito del gruppo
www.ConvergeCult.com

Accorsi Diego