SSSD ‘home’

La tedesca ‘grob’ esce proprio in questi giorni con una nuova produzione facente capo al collettivo SSSD, factory che comprende Werner Defeldecker (e-bass, double bass), Martin Siewert (acoustic + electric guitar, electronics), Burkhard Stangl (acoustic + electric guitar) e anche l’individualista per eccellenza della chitarra: Taku Sugimoto. Insomma, non siamo certamente di fronte a neofiti e sprovveduti dell’ambiente! Al contrario invece sento di invogliare all’ascolto di questo disco tutte quelle persone desiderose o incuriosite di saperne di più riguardo la cosiddetta ‘nuova improvvisazione’. Home non si potrà affiancare con molta facilità alle frequenti uscite di questo momento (dachte music, Annete Krebs o quant’altro), primo perché è un disco contornato interamente da sfumature ambient e secondo perché gli strumenti mantengono a mio parere un suono riconoscibile e ad essi riconducibile, elemento non comune ad altre oprazioni compiute dagli stessi musicisti. Dunque tranquillizzatevi e provate ad entrare interamente in un suono ‘lento’ e ‘sospirato’, le dissonanze le lasceremo da parte, per la prossima volta!
Atmosfere dove le chitarre acustiche agiscono in maniera dominante (lasciando pochissimi ritagli di tempo agli electronics), aprono nell’omonimo brano iniziale, dove suppongo sia proprio Sugimoto a partire, accarezzando e allungando a tempo massimo le note della propria chitarra ricordandoci i suoni emanati nel bellissimo disco solista “Opposite”.
Paesaggi eterei e lynchiani si delineano in is (sicuramente il frammento più emozionante di tutto il lavoro), l’ansia graffiante del basso fa la sua prima comparsa con Where, miscelandosi con le estemporanee frecciate digitali di Siewert, e andando avanti nell’ascolto, attraverso My, la metallica Hard, i ritrovati silenzi echeggiati dal nipponico in Disc, si arriva alla conclusiva Was, che potrebbe presentarsi senza paura come pezzo scritto dai giovani Town & Country o meglio ancora dall’anziano misantropo John Fahey.
Celata la maschera della virilità calerà quella della intimità.

Voto: 8

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