Rudolf Eb.er ‘Om Kult: Ritual Practice Of Conscious Dying – Vol.1’

(Om Kult / Schimpfluch Associates 2018)

Primo set del trittico “Om Kult”, concepito e registrato fra il 2016 e il 2018 in quel di Osaka (dove l’artista austriaco ora vive).
Rudolf Eb.er da oltre trent’anni, si sbatte e ribatte sotto diversi nick e progetti (Conscious Dying, Runzelstim e Gurgelstock e molti altri), portando avanti una particolare e sinistra espressione artistica, fatta di ricerca psicoacustica, pratiche sciamanico/tribali ed estremismi performativi fra l’allucinatorio, il punitivo e il grottesco.
Materia pesa, che si organizza in rituali sonici esasperanti, giocati tra frequenze da audio-traforo, alienazioni di field recordings (raccolta di anfratti ed eventi naturali nipponici come porzioni di foreste, insenature e luoghi angusti, materia organica in disfacimento e tutto quel che ne consegue) e la ripresa dell’azione performativa, cruda, efferata e direttamente connessa con i più bui e arcaici passaggi spinali che ci portiamo dentro. Nello specifico caso del suddetto trittico (del quale peraltro è appena stato edito il secondo consigliato volume), Eb.er si concentra su pratiche di passaggio fra la vita e la morte, il distacco fra mente e corpo in pratica, raggiunto attraverso pratiche purificative (con costrizione e fatica) che a occhi e orecchie suonano più o meno come un brulicante panorama di torsioni ascensionali che ci faran pure sorridere a tratti, non fosse che, la nostra parte più buia, conficcata a fondo e zittita da secoli e secoli di pratiche ammansuenti, par drizzar la testa.
Sconcerta apre una porta e non la richiude.
Ti guardi alle spalle spesso durante l’ascolto (che in cuffia è dolore), fai bene.
In realtà guardi dentro.
Una meraviglia di brutture siamo.

Voto: 8

Marco Carcasi

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