James Adler ‘Introspections’


(Albany 2014)

In questo CD Albany ci viene offerta una interessante prospettiva su James Adler, nella duplice veste di compositore e pianista. Nel primo caso, ci vengono offerte composizioni che ne mostrano le molteplici sfaccettature, ovvero caratteri espressivi: introspettivo, innanzitutto, nei tre brani conclusivi per piano, oboe e baritono, o nel toccante salmo per piano, violoncello e oboe; in entrambi i casi, a dominare sono melodie ampie e ombrose, che si stendono in sinuose polifonie. Ma Adler sa essere anche estroverso e brillante, come nella neoclassica suite per archi, davvero spigliata e serrata dal punto di vista ritmico, nei concisi cinque movimenti in cui si snoda; o nel suo Piazzolliano tango per sax e piano. Adler si fa valere anche come ottimo interprete di opere di autori americani a lui cari: il veterano (da poco scomparso) Paul Turok, con la sua sonata per clarinetto; cui si aggiungono opere pianistiche dei più giovani Seth Bedford e Kevin Cummines. Anche in questi brani, come pure in quelli a firma Adler, il linguaggio è prevalentemente tonale, formalmente impeccabile ed espressivamente concentrato: tratti che riconosciamo come tipici di molta musica americana colta del ventesimo secolo, di cui qui abbiamo modo di gustare ulteriori, meritevoli esempi.

Voto: 8

Filippo Focosi

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