Sarah Cahill/ Mamoru Fujieda ‘Patterns of Plants’

(Pinna Records 2014)

Se è vero che una delle infinite strade seguite dalla musica contemporanea è costituita dal rifiuto di complicazioni cerebrali, per rifugiarsi in mondi sonori di riservata bellezza e semplicità, l’opera del giapponese Mamoru Fujieda si inserisce a pieno titolo in questo solco, e ne traccia nuove diramazioni. Il suo approccio alla composizione è anch’esso, a un primo livello, intellettualistico: fonte d’ispirazione primaria sono le piante, di cui ricostruisce, con l’ausilio di dispositivi informatici, gli schemi generativi. Ma le piante, si sa, sono organismi viventi, e per catturarne la linfa vitale Fujieda traduce i dati matematici in pattern melodici di delicato fascino, che colora di un’atmosfera di lieve malinconia – complice l’impianto armonico prevalentemente modale –, sviluppa in contenute trame minimaliste, e arricchisce con abbellimenti di barocca memoria. Un senso di spontaneo ma coerente auto-generarsi sgorga allora dalle sorgenti sonore di questi haiku musicali, anche grazie alla sensibilissima pianista Sarah Cahill, capace di cogliere la pregnanza emotiva insita negli scarti piccoli più minuti, e sussurrare alle nostre orecchie episodi di lirica intimità.

Voto: 8

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