Mulholland Drive ‘La misura dell’equilibrio’

(Pagina 3/FarmStudioFactory/Audioglobe 2014)

Nonostate questo gruppo umbro nel nome abbia voluto omaggiare David Lynch, nella musica e nei testi ha ben poco di sperimentale e di alluncinato. La premessa non è indicativa di un punto a sfavore, almeno per chi scrive, ma è stata dettata semplicemente dalla necessità di porre dei distinguo tra lo stile di questo gruppo esordiente e quello del grande regista Usa.
Nati tre anni fa, attorno al cantautore Ludovico Rossi, i Mulholland Drive sono diventati gradualmente un gruppo.
Questo esordio, inoltre, si avvale della produzione artistica di Matteo Carboni e Paolo Benvegnù e questa notizia fornisce dei chiari indizi sulle inclinazioni musicali del gruppo umbro. Si tratta, infatti, di un pop colto, sostenuto da un rock elegante, abbastanza attinente allo stile di gruppi come gli Afterhours e Scisma. Le tematiche spaziano dai temi amorosi (L’equilibrio), alla rabbia verso ciò che ci circonda (Immobile), passando per l’omaggio allo stesso Lynch (Blue box).

Voto: 7

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