Massimo Barbiero ‘Keres’

(Splasc(h) Records 2011)

Quindici piccole delizie, per batteria, garrhand, bodram, comet
bell, wavedrums e percussioni.
“Keres”, è
soffio e danza leggera.
Massimo Barbiero (anche in Enten
Eller
e nell’ensemble percussivo Odwalla), realizza il suo
secondo solo in carriera.
Nessun eccesso cervellotico, ma neanche
sterile tappezzeria new age.
“Keres”, si muove lungo
coordinate geografiche, che abbracciano tanto l’Asia, quanto le
sperdute isole dell’Oceania.
Una leggera suggestione rituale,
diluita in cristallina soluzione.
Frontiera, senz’altro, ma
nessuno steccato da scavalcare in questo caso.
Ne senti realmente,
lo sforzo.
Quello dell’attimo in cui, i piedi, non toccan più
terra, e si liberano nel volo.
Un vagabondare sereno e
consapevole.
Per chi ama il silenzio, le campanelle dei passaggi a
livello solitari ed il fruscio dell’erba, carezzata dal vento.
Non
lasciatevi spaventare dalla formula solitaria.
“Keres”è
un dono.
Ed è per tutti.
Veramente bello!

Voto: 8

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