Fursaxa ‘Mycorrhizae Realm’

(ATP Recordings/Dense 2010)

Il free folk di Tara Burke, dopo il visionario “Kobold
Moon”, si riassesta su posizioni conosciute.
In “Mycorrhizae
Realm”, troviamo sette brani, vaporosi e misterici, che non
riescono a scollarsi dal suolo.
L’ascesa, è evento che non
si verifica quasi mai (a parte, alcuni suggestivi passaggi…).
Si
lavora di chitarra, harmonium, arpa, violoncello, piccoli oggetti,
s’invitano altri artisti (Greg Weeks, Mary Lattimore,
Helena Espvall).
Ma paiono mancare, in questa occasione, i
brani (la ciccia).
Sette flebili invocazioni, dolenti e
leggermente appassionate, che non bucano mai il cielo.
Pioggia,
vento, turbamenti leggeri dell’animo e poco altro.
Un leggero
torpore degli arti.
Una Nico manierata, un sottile
filamento kraut nelle atmosfere, Kendra Smith (più di
un ricordo, nella bella, Sunhead Bowed).
Lenti madrigali,
che invece di evolvere in forma misterica, prediligono una visione da
alta fedeltà audio.
Maggior ricerca sul suono, il quattro
piste, temporaneamente accantonato.
Lascia una suggestione
speziata, sulla punta della lingua.
Che scompare poco dopo.
Non
ha troppi ascolti a disposizione, prima di esser abbandonato alla
polvere.
Succede.
Lo riteniamo un caso isolato nella produzione
di Fursaxa
(speriamo…).

Voto: 5

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