The Doozer ‘Great Explorers’

(Pickled Egg Records 2009)

Chitarra, drum machine e sintetizzatore: questi sono i pennelli di cui si serve The Doozer per dipingere sulla sua tela una delicata trama psych-pop di stampo sixties a base di colori tenui e soffici, accostamenti cromatici a tratti bizzarri e qualche divagazione più sperimentale.
Il nostro ha alle spalle collaborazioni con gente del calibro di Sunburned Hand of the Man, MV & EE, Flower-Corsano Duo, Animal Collective e Alasdair Roberts, e con questo “Great Explorers”, secondo full-lenght della sua discografia (il precedente, “Sheet Music”, è del 2008, licenziato sempre dalla Pickled Egg Records), conquista con la vena intimista, trasognata ed eccentrica del suo songwriter.
Il nume tutelare dell’intera operazione sembra essere Syd Barrett (Nothing Like The Hero, God Does Not Need Light, Up And Down e, soprattutto, Decisive Mind), ma sul disco aleggiano anche i fantasmi di Nico (Brother Lazarus) e Kevin Ayers (la title-track), senza dimenticare le più sperimentali Selmut 1 e 2 (basate su synth sporchissimi, andamento robotico e frammenti campionati di parlato, che creano un’atmosfera straniante), ed il mantra ipnotico di Public Transport, la più lunga del lotto, con i suoi oltre sei minuti di durata.
Album non originalissimo, ma carico di un intimismo trasognato e sghembo che lo rende indubbiamente affascinante.

Voto: 7

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