Ogogo ‘Linden’

(III Records 2008)

Non voglio generare a tutti i costi del malanimo nei confronti di Igor (OGOGO, il moniker prediletto anche per progetti non solisti) e del suo “Linden”, però, non posso neanche esimere la mia coscienza dall’affermare con convinzione che questo nuovo lavoro per la III records è semplicemente un supplizio, una botta di metallo piombato sugli stinchi. 14 tracce, una più pesante dell’altra, chitarra chiaramente ravvisabile, mascolina, strutture improvvisate secche di fantasia e schematiche, si scopre sempre Ogogo a quale direzione intende ambire; basta il primo accenno e già immagini come procederanno i vari mood armonici e timbrici disposti sui brani, siano essi d’ispirazione spezzettata e arty (Eye Spring), appesi a solismi quasi sghembi di chitarra post-fusion (Flygel corredata da un crescente sciame di urticante rumore bianco), voltati a danzare con il supporto di aritmie percussive che ipotizzano la presenza di una sporca drum-machine dietro l’angolo (Pidgin, tra le più decenti perché confinata in una assurda ipotesi di sfalsata d ‘n’ b, la verve più classicamente jungle-clash in Murdrus Dueluct)…
I presupposti per una riuscita almeno sufficiente c’erano, visto il progetto rizzato sulla correlazione tra suono e figure pittoriche, vale a dire sonorizzare 14 tele spuntate dal catalogo del painter contemporaneo Ron Linden, pittore ‘perseguitato’ creativamente da un tripudio di forme geometriche ed ellittiche adagiate a giochi policromatici, bassi e opachi. Di conseguenza, una gamma di tonalità che si infrange come acqua sugli scogli quando viene collegata alle eccentriche, o meglio nevrasteniche, informalità di Igor. Stando alle note l’elettrica dovrebbe essere la sola responsabile del general-caos ma a conti fatti è impossibile pensare ciò: si è travolti come disgraziati sciatori fuori-pista da una valanga di campionamenti auto-ri-generati dalla stessa oppure esterni e infinitamente dozzinali.
Un assaggio?

Che ne dite dell’acuto miagolio ‘looppato’ in Obdura, da manicomio, oppure delle vocine di The K, suppongo sempre d’origine animale o di qualche oscuro mutante; quel fastidioso piagnucolio sarà una gallina oppure un dolce infante appena venuto al mondo?
Poco c’interessa ma soprattutto per una volta tanto datemi retta, girate alla larga da “Linden”, e se proprio ci tenete, andate a ritroso nel tempo e provate come ignoti gratta & vinci a scoprire i primi works… sarete sicuramente più fortunati del sottoscritto.

Voto: 4

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