Yama-Akago ‘Wheel Of Fortune’

(Sottomondo Edizioni 2008)

Chi l’ha detto che concisione e sperimentazione non debbano andare d’accordo? Il fatto che scrivendo ed arrangiando un disco si cerchi di tratteggiare percorsi e traiettorie sonore eccentriche non significa che lo si debba fare a scapito della capacità di sintesi – regola il cui rispetto è fondamentale per non metter a dura prova la pazienza dell’ascoltatore.
Soprattutto se, come nel caso di questo “Wheel Of Fortune” della musicista giapponese Yama-Akago, non si hanno poi troppe cose da dire. Le tre tracce che costituiscono il disco (per un totale di 49:29 minuti) sono lunghe cantilene (A Golden Dragon Flies In The Circle e Woo Ta Ka Ta superano i 20 minuti), arrangiate prevalentemente per bouzouki (lo strumento principale), djambe, tamburine e glockenspiel e soprattutto contraddistinte da un cantato etereo e dall’uso sistematico del riverbero.
Il problema è che i quasi cinquanta minuti del disco faticano a trascorrere e l’ascoltatore annega inevitabilmente nella noia. Fossero stati come Cool Cool Triangle (non a caso il brano più breve della raccolta, “solo” sette minuti), i pezzi sarebbero risultati decisamente più interessanti. Così, invece, non ci si può trattenere dallo sbadigliare. Peccato.

Voto: 5

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