La Via Del Vento

Live@Bronson, Ravenna: Venerdì 4 Night saling blind (Bachi da Pietra + Jason Molina) special guest Charalambides. Sabato 5 Hawk and Hacksaw + Marissa Nadler.

 

 

 

 

 

Di Tullio Riccardo

canblue@tin.it

Grande weekend della migliore music folk americana, presso il Bronson di Ravenna. Si comincia, puntuali come al solito, il venerdì con i Nights saling blind. Ad aprire la serata, però, ci sono i texani Charalambides. Finalmente di nuovo in Italia, dopo la breve apparizione dello scorso anno che li ha visti protagonisti di una sola data. Un tour più lungo questa volta che dà la possibilità a molti di vedere questi veterani della cosiddetta scena “weird folk” americana. Duo composto da Tom e Cristina Carter, sono almeno 15 anni che producono dischi per le più svariate etichette oltre alla loro personale etichetta Wholly Other. Quando Alan Licht ha inserito un loro album tra i 10 dischi da isola deserta, ben pochi conoscevano i due. Poi un contratto con la Kranky li ha fatti conoscere meglio al grande pubblico. In questo tour presentano il loro ultimo lavoro ‘Likeness’ uscito per Kranky anche se da poco è disponibile un vinile “Rose/Thorn” per la Klang Industries, ma si tratta di un lavoro di almeno 5 anni fa che vede la luce solo ora. La solita ottima organizzazione del Bronson provvede a sistemare le sedie nella sala e per tutta la durata del concerto il bar rimane chiuso, così da godere la meglio tutta la serata. Tom seduto alla sinistra con la sua inconfondibile lapsteel; Cristina sulla destra con chitarra e microfono. Si inizia e entriamo in un lungo viaggio tra drones, folk, blues e psichedelica che incanta e ipnotizza il pubblico. 5 Brani lunghissimi. Tom è l’anima psichedelica del gruppo. Lavora con maestria sulla sua chitarra creando un mantra sonoro con richiami al raga indiano. Dall’altra parte Cristina è più blues, con i suoi tocchi leggeri sulla chitarra e la sua splendida voce. Leggera e fragile porta il suono del duo a vette altissime. Non so se sono passati 5 minuti, un ora o un giorno. La musica potrebbe durare per sempre, poi improvvisamente i due staccano tutto e il pubblico si rianima un po’ frastornato. Altra emozione invece la propongono i Nights saling blind, ovvero i nostrani Bachi da Pietra più Jason Molina (Songs: ohia, Magnolia Electric Co.). In un precedente tour Jason è rimasto talmente colpito dal set di Bruno e Gianbeppe che ha deciso sviluppare questo progetto. In giro per l’Italia il terzetto registrerà del materiale che speriamo venga alla luce al più presto. Il suono prodotto è una jam session tra le due anime. Da un lato la musica e le parole di Gianbeppe con tutto quello che sono i Bachi da Pietra. Dall’altra Jason, il Jason dei suoi ultimi progetti solisti, con la sola chitarra e la sua voce potente e inconfondibile. In mezzo c’è Bruno Dorella che unisce le due anime con tocchi delicati sulla sua batteria. Lavoro interessantissimo, che ha bisogno di essere ulteriormente amalgamato – il tour servirà a questo – ma da cui sicuramente ne usciranno ottime cose. Ci ritroviamo il sabato per un’altra promettente serata. Inizia Marissa Nadler, eroina del più classico folk americano. Chitarra acustica e voce. E che voce. Forti richiami a Joni Mitchell, Linda Perhacs e Vashti Bunyan. Ballate romantiche e invernali recitate da una delle voci più belle in circolazioni. Brani del vecchio repertorio dai due splendidi dischi di culto su Eclipse, e soprattutto da ‘Songs III: Bird on the Water’ (Peacefrog) ultimo suo lavoro prodotto e suonato con Greg Weeks degli Espers. Presenta anche due brani in anteprima del suo prossimo lavoro in uscita ad ottobre. Unica pecca la breve durata dell’esibizione e il vociare del pubblico al bar che purtroppo questa sera è rimasto aperto. Il pubblico era tutto per gli Hawk and Hacksaw che si prendono una pausa dal loro tour da spalla ai Portished. A differenza del loro tour precedente il duo si trasforma in quartetto con l’aggiunta del trombettista dello “Hun Hangar Ensemble” e soprattutto del bravissimo polistrumentista Chris Hladoswi che abbiamo già visto all’opera con i suoi progetti Nalle e Family Elan. La musica si muove tra sonorità klezmer, mariachi, danze gitane e folk dell’est europeo. Il precendente tour in duo con violino, fisarmonica e grancassa era un po’ giù di tono. L’aggiunta di altri due musicisti da più forza e riempie meglio il suono. Non so se l’intento dei musicisti e quello di coinvolgere il pubblico in danze festose, però tutte e due le volte che li ho visti, nessuno balla anche se tutti apprezzano. Finito lo spettacolo, stanchi e contenti ritorniamo a casa dopo bel week-end. Un grazie al Bronson per tutte le serate che presentano e che spero che continueranno a presentare.