Tomahawk ‘Anonymous’

(Ipecac 2007)

Che Mike Patton sia fuori di testa è un dato di fatto. Chi conosce il suo percorso artistico, soprattutto i dischi con i Fantomas e le sue opere soliste (su tutte il delirante “Pranzo Oltranzista”, ispirato al futurismo di Marinetti), certamente non avrà da ridire su questa affermazione, data la costante e testarda ricerca sperimentale che sottende questi lavori.
Perciò che il nostro se ne esca fuori con un disco di brani dei nativi d’america non dovrebbe stupire nessuno. “Anonymous”, terza produzione targata Tomahawk (del progetto fanno parte anche l’ex chitarra dei Jesus Lizard Duane Denison e il batterista dei Battles John Stainer), è dunque composto di tredici pezzi appartenenti alla cultura delle tribù indiane, riarrangiati, però, in chiave alt-metal.
Indemoniate danze tribali, mantra spettrali, sinistri arpeggi di chitarra, improvvise esplosioni sonore, atmosfere oscure e minacciose: c’è tutto questo ed altro ancora in “Anonymous”, disco difficile da catalogare (discorso valido, del resto, per tutte le altre produzioni di Patton), giacché, alla fine, etichette come “math-rock”, “alt-metal”, “folk” o “world” sembrano essere del tutto insufficienti a spiegare la complessità e l’originalità dell’intera operazione.
Che lo si ami o lo si odi, insomma, “Anonymous” (a dispetto del titolo) non è un’opera che passi inosservata. Ce ne fossero di più di dischi così…

Voto: 8

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