Carlo A. Sigon ‘La Cura Del Gorilla’

Un Western Col Buono Ma Senza Il Brutto E Il Cattivo.

 


 


 


 


 


 


 


Di Aldo Piergiacomi


aldopiergiacomi@libero.it


La cura del gorilla
Regia: Carlo A. Sigon
Colore 104 min.  –  Italia: 2006


Come i più attenti potranno notare ho mantenuto la promessa… infatti sono
andato a vedere “la cura del gorilla”  nel caldo di una “bella” multisala ma
purtroppo senza il mio amico ;-(


E’ luogo comune che quando si va a vedere una riproduzione di un libro che ti è
piaciuto il più delle volte si rimane delusi. Nel mio caso a parte l’eccezione
positiva della rappresentazione teatrale di “Novecento” (da non confondere
purtroppo col film “il Pianista sull’oceano” !!!) il luogo comune è triste
realtà…


Premesso questo devo ammettere che la ‘versione’ di Carlo Sigon ha mantenuto le
aspettative; l’atmosfera che si respira è proprio quella ben descritta da
Sandrone Dazieri (l’autore della fortunata serie del Gorilla). la vicenda si
snoda infatti in una Milano fredda, sporca e solitaria dove a stento i
protagonisti del film (a loro modo “i buoni”) riescono a lottare per una certa
speranza di socialità perduta…


Interessante anche come è stato riportato lo “sdoppiamento” del protagonista
dove nei libri rimane spesso un mistero fino a buona parte del romanzo (un po’
come l’identità di Mr. Hide) qui si è scelta la via più semplice ma non per
questo meno efficace della spiegazione immediata.


Notevoli anche i caratteri di contorno: il bravo Bebo Storti poliziotto
fintocattivo, il sempre “giovane” Gigio Alberti, e la “vera” Stefania Rocca, con
una sorprendente nota di merito nell’interpretazione di Ernest Borgnine che è
poi il vero e (unico!?!) personaggio positivo del film.


Unica nota negativa il pur bravo Bisio che in questo caso (sarà la mancanza del
fisico giusto) non riesce a convincere… il Gorilla è un buttafuori e come tale
deve essere grosso, possibilmente brutto e perché no cattivo (soprattutto quando
c’è il socio) e non il simpaticone che tutti vorremmo per amico


Ma non si può volere tutto da quella che pur sempre rimane una piacevole
commedia noir italiana… che speriamo sia il semplice inizio di una lunga e
promettente serie!


Da ricordare:
– lo spinello in comune fra i vecchi amici – in questi tempi di caccia alle
streghe anche mostrare chi fuma può essere un’azione politica (pensate come
siamo messi male!!!)
– il finale “western”