Venezia 62

Mattew Barney Al Festival Del Cinema Di Venezia.

 


 


 


 


 


 


Di Michele Massetani


cattivo@infinito.it



DRAWING RESTRAINT 9
di Matthew Barney
U.S.A. 2005


Giovedì pomeriggio ore 14.00, Palagalileo, 300 spettatori circa, uno spritz e un panino a pranzo, versione originale giapponese, sottotitoli it./ingl.


Il regista e Bjork si sposano su una baleniera. E poi si trasformano in balene e nuotano nell’oceano.
(Da un commento fuori dalla sala: “Bjork è diventata ‘na balena, e c’hanno fatto il film” riferito però ai suoi fianchi ormai non più longilinei come un tempo)


“Il cinema è l’arte del visibile” (G. Canova)
Partiamo da questa citazione perché altrimenti risulterebbe difficile comunicare come un film di 150 minuti, di una lentezza a volte esasperante (in apparenza) e con cinque minuti di dialoghi in tutta la pellicola riesca ad affascinare e coinvolgere in questo modo uno spettatore ormai abituato al cinema attuale, dominato da film “concentrati” o sull’azione o sulla parola. Matthew Barney non è un regista. E’ un artista. Questo è la sua prima opera realizzata in forma cinematografica. E come Pasolini, da “dilettante” in questo settore, riesce a rivitalizzare l’essenza di questa arte, quell’essenza sepolta sotto più di cento anni di incrostazioni.
Il suo film è una muraglia cinese di splendide immagini, una ritmata sequenza di “gesti” che si dispiegano davanti ai nostri occhi e che danno sollievo alle nostri sinapsi sovraeccitate. Punto. Da qui ci potremmo incamminare per tanti sentieri fatti di parole, seguire molti percorsi interpretativi. Dalla riflessione sul rapporto uomo-natura, ai rimandi simbolici alla cultura dell’estremo oriente… ai video di Bjork.. Ma quello che conta veramente è l’IMMAGINE. Per una volta fermiamoci alle soglie del visibile. Non addentriamoci nei labirinti dell’interpretazione; i commenti spiazzati o esasperati degli spettatori del festival sono un sintomo dell’errore.
E dopo la VISIONE di questo film vi accorgerete di come le immagini possono avere un potere fortissimo sulla vostra mente.
I vostri occhi saranno depurati.
I vostri sensi svuotati.
E potrete ricominciare di nuovo a riempire la vostra mente di cinema!
Uno dei film più belli visti a Venezia quest’anno, insieme all’imperdibile “Sympathy for Lady Vengeance” di Chan-wook Park. A chi avrà la possibilità di vederli entrambi non sfuggirà l’evidente contrasto (ma siete così sicuri? Rifletteteci bene!)