Murato settembre/ottobre 2005

club74 Bologna 
unhip records e città del capo radio metropolitana
presentano:

MURATO

concerti imprescindibili preceduti e seguiti dai dj set dei conduttori di città del capo

apertura/inizio dj set ore 21:00
inizio concerti ore 22
al CLUB 74 (ex-circolo della grada)
via della grada 10, bologna (in centro, prosecuzione di via riva reno tra via s. felice e via del pratello)
uscita tangenziale numero 5 (Lame) e seguire indicazioni per il centro/palasport
bus 13, 19, 36, 38, 39 e 61 notturno – fermata san felice/palasport
e-mail: info@unhiprecords.com

mercoledì 21 settembre 2005
IN MY ROOM (il quartetto presenta dal vivo le sonorità stile mùm contenute sul nuovo lavoro “saturday saturn”, da parma/suiteside records)
prima e dopo il concerto dj Morra MC
ingresso 7 euro con consumazione


mercoledì 28 settembre 2005
JOSEPHINE FOSTER (la rinascimentale sirena folk, risposta femminile a devendra banhart, da chicago/locust music)
+ MI AND L’AU (il duo franco-finnico stile smog/nico/hope sandoval propone in anteprima il proprio disco d’esordio, da helsinki/young god records)
prima e dopo il concerto dj Elisa Graci
ingresso 7 euro con consumazione


mercoledì 5 ottobre 2005
BACHI DA PIETRA (il blues crudo, primitivo e minimale del duo formato da bruno dorella e giovanni succi, già copertina di blow up, wallace records)
prima e dopo il concerto dj Amedeo Bruni
ingresso 8 euro con consumazione


mercoledì 12 ottobre 2005
JOSH PEARSON dei LIFT TO EXPERIENCE (il leader della cult-band texana propone i suoi brani da solista in stile jeff buckley, da denton tx/bella union records)
prima e dopo il concerto dj Fede MC
ingresso 8 euro con consumazione


mercoledì 19 ottobre 2005
AMANDA ROGERS (più intensa di cat power e thom yorke, accompagnata da un chitarrista la meravigliosa voce e il piano della 22enne di Syracuse NY/2nd records)
prima e dopo il concerto dj Polaroid
ingresso 7 euro con consumazione


sabato 22 ottobre 2005
CHRIS LEO (il musicista/scrittore già leader di Native Nod, The Van Pelt e The Lapse in un imperdibile concerto in solo, dal New Jersey/pretty activity records)
prima e dopo il concerto dj Jonathan Clancy
ingresso 8 euro con consumazione



note biografiche:

mercoledì 21 settembre 2005

IN MY ROOM

Del progetto di Marco Monica se ne è già sentito (ben) parlare, già con la pubblicazione targata °Marsiglia° (la label di cdr di Matteo Casari, ex Lo-fi sucks! e ora nei Blown Paper Bags), dell’EP Three Good News In October. In My Room nasce a Parma alla fine del 2002 come progetto solista di Marco Monica: chitarra acustica, violino, glockenspiel sono modellati su trame elettroniche che variano dal minimalismo al dream pop, in bilico tra canzone e sperimentazione, tra ritmo e malinconica stasi. Dal vivo il suono si arricchisce presto grazie al supporto artistico di tre amici che sono ormai parte integrante della formazione: Emanuele Missorini alla chitarra elettrica e al basso, Deborah Penzo al violino, Agnese Roda alla. voce. Nel 2004 gli In My Room sono tra i quattro finalisti di Progetto Demo Italia, un’iniziativa promossa da: F.I.B. (Festival Internacional de Benicassim) Heineken e Soundlabs Festival, con partners ufficiali Rockstar e Il Mucchio Selvaggio. Saturday Saturn, interamente realizzato dal gruppo in autoproduzione e con metodi di registrazione casalinghi ma raffinati, dimostra qualità compositive di prim’ordine, un perfetto equilibrio fra pieni e vuoti, realizzato grazie all’intreccio delicato delle voci, e della componente acustica con quella elettronica. Gli In My Room creano atmosfere magiche, evocative e letterarie come lo può essere la prosa poetica; se i punti di riferimento possono essere Tarwater, Fennesz, The Books non viene tuttavia mai meno la personalità della band, tramite soluzioni mai scontate e melodie a volte appena accennate che si posano quasi impalpabili sul cuore. Al club74 presenteranno dal vivo i brani del loro acclamato nuovo lavoro uscito poco prima dell’estate.

sito dell’etichetta:

www.suiteside.com

mp3:

http://www.suiteside.com/mp3/IMR2.mp3
 
http://www.suiteside.com/mp3/IMR6.mp3
 


mercoledì 28 settembre 2005
 
JOSEPHINE FOSTER

Osannata da Blow Up (recensione nel numero di maggio al recente disco solista uscito su Locust e articolo nel numero con Devendra Banhart in copertina), da The Wire (maggio 2005) e da pitchfork, arriva in Italia Josephine Foster. I suoi saranno delicatissimi concerti per sola voce (una voce dall’approccio quasi operistico), chitarra e arpa, collocabili a pieno titolo in quel pre-war folk movement che ha altri autorevoli esponenti in Cocorosie, Johanna Newsom e ovviamente Devendra Banhart (per il quale proprio la Foster ha aperto molti concerti europei ad agosto). La Foster – che si autodefinisce una “opera school dropoout”! – è titolare anche dell’apprezzatissimo progetto Born Heller, anch’esso uscito sulla Locust di Chicago.

la recensione su Blow Up (di Stefano Isidoro Bianchi):

Josephine Foster, Hazel Eyes, I Will Lead You, Cd Locust, 14 t – 43.34
“Josephine Foster è una cantante e musicista dalle mille attività. Ha iniziato con i Children’s Hour ma si è fatta conoscere con i Born Heller, duo formato assieme a Jason Ajemian e tra i migliori nomi dell’esplosione ‘prewar folk’ (BU # 73), quindi c’è stato l’album con i Supposed (BU # 77), nel quale si è trovata alle prese con un rock acido a metà strada tra Jefferson Airplane e Patti Smith. Adesso esordisce a nome proprio con un album di delicatezza e levità quasi insostenibili. La sua voce è cristallo purissimo, i suoi toni quasi operistici, la finezza del vibrato che la caratterizza letteralmente inaudita. Si accompagna da sola con un’autentica messe di strumenti tra i quali arpa, mandolino, chitarra, campane, kazoo, ukulele, sitar, flauto, e si abbandona a un’indescrivibile e autentica estasi dai sapori di mistica profana. Nel suo folk vivono la migliore freakerie anni ’60 (Good News), echi di stanze medievali (Celebrant’s Song) e ninnenanne per bambini (Where There Are Trees), passetti di tip-tap (Honniny Grits) e, con essi anche di una certa teatralità quasi da vaudeville (il raddoppio vocale e l’ironia del suono d’ocarina in The Golden Wooden Tone). La disarmante bellezza di molti episodi – su tutti l’iniziale The Siren’s Admonition e The Pruner’s Pair – è capace di lasciare di stucco l’ascoltatore, incapace di aprire bocca per timore di sporcare un suono candido come neve. Difficile anche trovare paragoni se non i soliti già fatti mille volte: Karen Dalton, Vashty Bunyan, Joni Mitchell, Elizabeth Cotten, Ella Jenkins (“la mia maestra”) e, adesso, anche il miglior Tim Buckley (The Way It Sweetly Mown). “Hazel Eyes, I Will Lead You” non è un disco per tutti – troppo caratterizzato, troppo diverso da quanto c’è in giro – ma quelli che sapranno leggere dentro di esso troveranno una della più autentiche voci dell’anima dei nostri tempi”
Blow Up, maggio 2005, (8), Stefano I. Bianchi

sito dell’artista:

www.100songsising.com

sito dell’etichetta:

http://www.locustmusic.com/josephinefoster.html

foto ad alta definizione:

http://www.locustmusic.com/pressimages/josephine_036.jpg

mp3:

http://www.locustmusic.com/Audio/LST68_crackerjackfool.mp3
http://www.locustmusic.com/Audio/LST68_thegoldenwoodentone.mp3
http://www.locustmusic.com/Audio/LST68_theprunerspair.mp3


MI & L’AU
 
Saranno in giro con la Foster anche Mi and L’au, duo franco-finlandese che lascerà l’isolamento della propria dimora nei boschi finnici per riprendere contatto con il mondo… Su Mira e Laurent (questi i loro nomi), e sulle loro gemme acustiche in stile smog/hope sandoval, ha puntato niente meno che Michael Gira: il loro primo lavoro sarà infatti la prossima uscita targata Young God (31 ottobre), l’etichetta dello stesso Gira (su cui escono i vari Angels of Light, Devendra Banhart, Akron Family etc etc…). Un primo lavoro che vanta la partecipazione proprio dei personaggi ora citati, oltre che quella di Julia Kent di Antony & the Johnsons alla viola… Per sapere qualcosa in più su di loro vi rimandiamo al “diario di bordo” dello stesso Michael Gira, che descrive la loro musica come un incrocio tra Nico e Chet Baker e ci racconta come il pezzo di Devendra Banhart “Gentle Soul”, presente nel suo disco di debutto “Oh me oh my…”, fosse dedicato proprio a Laurent, conosciuto in quel di Parigi:

“We have recently finished recording an album by Mi and L’au here in Brooklyn. I co-produced it with them. It turned out very lovely indeed. It was a privilege to work with such talented, sincere, and intensely focused individuals. They have a quite passion that is expressed both in the way they are as human beings and in their songs. The music is austere, but simultaneously warm. Picture a glacier with a red ember glowing in its center. Mi and L’au met in Paris a few years back. Mi is Finnish and was working as a model to make ends meet and L’au (who’s French) was working in the music industry (soundtracks, I think). They fell deeply and immediately in love, and after a short period of moving from apartment to apartment in Paris, they gave everything up and decided to move to the woods in Finland, so they could be alone together in peace and to spend their time discovering each other and their music. They live in a small cabin in complete isolation with the barest of essentials and they spend virtually all their time making music together in solitude. They are pure and gentle souls (Devendra’s song, from Oh Me Oh MY… “Gentle Soul” was written for L’au ­ the two had met in Paris when Devendra was wandering there, and L’au took him in, and they also made music together). Their music is bare, delicate, and made with simple instrumentation – voice, acoustic guitars, and other very sparse orchestrations. I wouldn’t say it compares at all to the current crop of neo-hippy “weird folk” etc. though. It has the naked quality of certain early Nico recordings, or Chet Baker (I don’t mean there’s a stylistic similarity by any means – just a sense of space)…soulful and elegant, without being touchy-feely or confessional. Their music reminds me of how one might imagine a winter Finnish landscape – haunting and pure.”
– michael gira (swans/angels of light)

pagina presso l’etichetta: http://www.younggodrecords.com/prodtype.asp?PT_ID=85

samples audio/video: http://www.younggodrecords.com/product.asp?P_ID=40




mercoledì 5 ottobre 2005

BACHI DA PIETRA

Progetto nato nel 2004 dalla collaborazione tra due musicisti attivi da più di un decennio: Bruno Dorella (Ronin, OvO, ex Wolfango), Giovanni Succi (ex Madrigali Magri).
Un album d’esordio di canzoni che ripartono dallo spirito del blues delle origini, crude a tratti, nei testi come nelle soluzioni musicali e negli arrangiamenti.
È stato registrato da Alessandro Bartolucci nel gennaio 2005 nelle cantine della sacrestia di San Ippolito a Nizza Monferrato con tecniche di ripresa ispirate agli albori della tecnologia. Il suono ne risulta vivo e rugginoso, profondo, riverberato al naturale da un ambiente che risuona di sabbia, di pietra e di bronzo.
Nelle dieci tracce si insegue un “ritorno” della parola, della primavera, della vita, dello scorrere del sangue, nello scenario di un universo minuscolo e sconfinato, un humus brulicante di insetti e di stelle, di opaca quotidianità e lampi di luce inattesa.

# Blow up 88, settmbre 2005 – “Visti e sentiti” – 25-07-2005 Arezzo Wave 2005 – di S. I. Bianchi, F. Polvani, C. Menchetti
“i Bachi Da Pietra, che hanno affascinato e ipnotizzato il pubblico come nessun altro: il loro blues comresso e catacombale ha sorpreso positivamente anche chi già aveva apprezzato Tornare Nella Tera”.

# www.rockit.it – 25-07-2005 Arezzo Wave 2005 – Venerdi 15 luglio  di Fiz [ www. rockit.it ]
[…] Altalena emotiva. Convincono e ipnotizzano. L’intero parterre è raccolto in un soffio. E non è ne l’alcol ne il fumo.

kataweb musica www.KmMsica.kataweb.it/  6 luglio 2005 di Alessandro Besselva Averame
In questo debutto dei Bachi da Pietra le parole, biascicate, escono di bocca come se provenissero dalle fogne dell’anima. E la base lenta e primitiva su cui si adagiano, ovvero un basso, lo scheletro di una chitarra e un set di percussioni dai toni terrei e metallici è quella di un blues color pece, privo di qualsiasi possibilità di redenzione.
Una tensione pulsante e sottocutanea, a tratti quasi insostenibile, attraversa le canzoni di questo nuovo progetto, gestito da due nomi di peso della nostro rock di confine come Giambeppe Succi dei disciolti Madrigali Magri (voce e chitarra) e Bruno Dorella (batteria, percussioni), ex Wolfango, mente di Ronin e Ovo nonché titolare dell’etichetta Bar La Muerte.
Se si tratta di blues, è un blues malato, post-industriale, lontano parente di certa new wave, come se gli Arab Strap – tanto per dare un vago riferimento al presente, di per sé insufficiente a inquadrare il fenomeno – avessero perso ogni speranza decidendo di vivere ai margini della civiltà. Ma il realismo di questi “fogli scritti di getto”, per rubare le parole a uno dei brani, merita davvero un attento ascolto.
“La magia è qui […] Sono i più gran bachi da pietra che sia dato conoscere” S. I. Bianchi/Blow Up

sito ufficiale: www.bachidapietra.com

sito dell’etichetta: www.wallacerecords.com

intervista di blow up (che li ha messi in copertina): http://www.bachidapietra.com/interviste/blow_up_maggio_2005.htm

mp3: http://www.mirkospino.it/mp3/bachidapietra-solare.mp3
 
foto ad alta definizione: http://www.bachidapietra.com/images.htm



mercoledì 12 ottobre 2005

JOSH PEARSON dei LIFT TO EXPERIENCE
il geniale e bizzarro leader della formazione di culto lift to experience per la prima volta in italia a presentare i brani da solista.

“heart-wrenchingly beautiful”
NME

“Sublime, mournful beauty”
MOJO

“Vast and majestic. the most spectacularly handsome guitar-led rock music since the invention of the plectrum”.

Uncut – Album of The Month (5 Stars *****)

Josh T Pearson played guitar, sang, wrote music, because it was only then that he felt the fire of God within him once again, the presence that shadowed him throughout his childhood, until his 19th birthday. The sensation of absolute belief that cradled his father, a lay preacher, so tightly he´d have his family starve, if only to prove his solemn belief that his God would ultimately provide. Josh pieced together his opus, The Texas Jerusalem Crossroads, in solitude, every word, note, wash of feedback carefully choreographed. He gathered two dear friends, passionately gifted musicians, and laid his sacred communication down on tape. They called themselves Lift To Experience, and took to the road, every night discovering new truths within their symphonic sprawl. The feedback rose, fierce and tapering like a flame, Josh´s voice keening, close to holy, picking out an apocalyptic parable cross-pollinating Biblical and Old West mythologies. Gentle melodies shimmered in the air, the Leslie-speaker coating the guitar with a heat-haze, the cymbals struck so hard they sprayed the drummer´s own blood and sweat. The volume soaring, until it infested you, until it felt like you might suffocate without it, gospel ringing in every gap, a call for salvation, a call to arms. The Leslie spontaneously bursting aflame, as French boys crooned sweetly, we will be free, we will be free … Tragedy struck. Bassist Josh `The Bear´ Browning´s wife died while the band were on tour; they took time off to mourn, to make sense of things. They reformed, briefly, but Josh sacked drummer Andy `The Boy´ Young the old-fashioned way, sending him a boot by mail (which The Boy later sold for $210.36 on eBay, along with Josh´s note which, Andy reported, read “I´m cutting you off. Your out of my life. I´m giving The Boy The Boot!”). This February, The Bear sold his MusicMan Stingray bass on eBay for $850. Josh retreated from the world, from his music, from his hometown of Denton, TX. Rumours began to circulate amongst Lift´s dedicated fandom, of his exile to a shack in the desert somewhere, of his mental state, of the music within him yet captured on tape. Of whether he´d ever break his silence out there, amidst the sands and the winds, and try to channel that spirit one last time.

da uncut:

And this one, the one with the guitar, he’s Josh Pearson. He’s about seven foot tall, wears a battered cowboy hat and appears to have some kind of roadkill stapled to the sides of his head. They look like they’re on their way to audition for parts in a re-make of The Hills Have Eyes that they’ll probably get. They plug in, Josh Pearson closes his eyes, lifts his head back,prepares to be consumed by the music he’s about to play, which turns out to be extraordinary and very, very loud. By the look of him, you’d expect Pearson to sound like a country boy, with a voice as cracked as old leather, grizzled and whiskery. Antithetically, he sings like an angel – which gives the devotional passages they play tonight the scorched-earth intensity of something by Jeff Buckley, or the heart-topping emotional wallop of Everclear-era American Music Club. When they finish, you can see people trying to clear their heads,like a bomb’s gone off nearby, shock waves from the blast rolling through the room, deafening us all. Everyone seems to let out their breath at once.

sito dei lift to experience: http://www.bellaunion.com/lift.htm

ottimo articolo/intervista di Stevie Chick: http://mycherieamour.blogspot.com/2005/02/josh-t-pearson.html


mercoledì 19 ottobre 2005

AMANDA ROGERS

She will be accompanied by Jupiter Sunrise guitarist Mark Houlihan.

dal Mucchio:
[Per la serie piccole cantautrici crescono, da Syracuse, Miss Amanda Rogers. Pochi accordi e il paragone con Tori Amos è immediato: non potrebbe essere diversamente di fronte a un album in cui questa giovanissima – 22 anni, impegnata a studiare musica da quando ne aveva 6 – si accompagna quasi esclusiavamente con pianoforte e voce. È, però, altresì innegabile che rispetto all’autrice di Earthquakes il background della Rogers sia di scuola molto più classica: non è un caso che tra le sue Muse ispiratrici ci sia il genio di Chopin e quello di Rachmaninov (addirittura palese in brani come Everyday Decay o Vacancy). Non pensiate, tuttavia, che Daily News, il suo terzo lavoro completo (nel suo computo non è ricompresso The Grant Sessions ep del 2002), sia opera troppo colta. Al contrario, le dodici composizioni sono una continua, emozionante avventura costruita costruita attorno ad una voce splendida, sinuosa, vellutata; una voce che esalta il carattere e la capacità di un’Interprete con la maiuscola, in grado di trasmettere sensazioni forti e di narrare non solo di amori difficili ma anche di tutti quei dolori (veri) di fronte a cui la vita alle volte ti conduce (The End). Sempre, è bene sottolinearlo, con uno stile e una classe che fanno a pugni con l’anagrafe. E che del suo talento si siano innamorati alcuni bei nomi della scena indie (da Onelinedrawning a Bright Eyes) non può che confermare la validità del progetto. A tratti addirittura commovente a carico di un pathos che lasciare inascoltato sarebbe un delitto.]

Listen and decide for yourself… But if John Lennon and Thom Yorke had a female love child who was possessed by the spirit of Beethoven and spent the whole day drinking tea in her pajamas while philosophizing about the mysteries of life and cats then that child might just have a striking resemblance to one Amanda Rogers.

“Yes, I am a girl on piano, but I assure you. it’s not what you think. I am a 22 year old songwriter from Syracuse, NY where I grew up going to indierock and hardcore shows. So, naturally, that is where I found myself most comfortable playing. I started playing shows when I was 15 years old. It’s still the same as it was then. I drag my keyboard on stage as some punk band packs their gear, then I sit down and look up at all the kids who are either confused or half disappointed that they can’t show off their new mosh moves. Then I begin to play and everyone sits down and closely listens to my brutally honest lyrics and stark, stripped down piano melodies. I keep singing my sad stories and meandering thoughts and everyone keeps listening. My shows are always intimate no matter how big the venue, how large the crowd, or how loud the other bands.
I try to keep my recording just as intimate. Some call it ” raw” or “lo-fi”, but I call it bedroom ambience. I have 2 records that I put out independently. Here and Nowhere, a 12 song full-length released in 1999, and The Grant Sessions E.P., a 7 song E.P. released in 2002. In 2003 Immigrant Sun Records released my 3rd cd called The Places You Dwell, which is a 10 song full length in its second pressing. In August of 2004 I will be releasing my 4th cd, Daily News, also on Immigrant Sun.

Besides writing and recording a lot, I also tour constantly. In May 2003, I toured with Onelinedrawing for a week in the east. In August/September I toured with Taken and Alexisonfire in the Midwest and on the east coast. Then in November 2003 I toured with In Pieces. I did an east coast tour on my own in March 2004 and I slipped in a Canadian tour in April right before I did a European tour with Bats&Mice for 31/2 weeks in May/June of 2004. My first headlining tour of Europe in Nov/Dec was a big success and many of the shows were sold out. My next tour with Jupiter Sunrise from Jan-Mar of 2005 was my favorite.

I play many shows between the tours where I have had the privilege of playing with many bands such as Moneen, Dashboard Confessional, Thursday, Coheed and Cambria, Sensefield, Brandtson, Murder By Death, The Used, Lacuna Coil, K (from ida), The Movielife, Mates of State, Taking back Sunday, Sunday’s Best, Jupiter Sunrise, Piebald, Moe, Fairweather, The Start, Fallout Boy, and Thrice, just to name a few.

I am planning more tours and shows for spring and summer of 2005. I am also planning to build a remote control that will put my life on hold so that there is no threat of it interrupting my music plans.” – Amanda Rogers

sito ufficiale: www.amandaspiano.com

sito dell’etichetta europea: www.2ndrec.com

sito della etichetta negli u.s.a. : www.immigrantsun.com

mp3:

http://www.amandaspiano.com/sounds/Sophia.mp3

http://www.amandaspiano.com/sounds/Amanda_MyGolden.mp3

http://www.amandaspiano.com/sounds/Amanda_DivideAnd.mp3

http://mp3download.myspace.com/index.cfm?fuseaction=bandprofile.downloadSong&bsid=309779&song_name=LoveInOurE&fid=6803559

http://mp3download.myspace.com/index.cfm?fuseaction=bandprofile.downloadSong&bsid=309811&song_name=ThisBeauty&fid=6803559

spezzoni video in concerto (inclusa una cover di “no surprises” dei radiohead):

http://www.rkstar.com/video/playvid?live/adrg030201



sabato 22 ottobre 2005

CHRIS LEO

Il leader dei seminali gruppi Native Nod, The Van pelt e The Lapse arriva in Italia per alcuni concerti in solo. Presenterà dal vivo alcuni brani del suo amplissimo repertorio, e in anteprima proporrà i brani contenuti sul cd allegato al suo nuovo romanzo. Come infatti già avvenuto nel precedente libro “White Pigeons”, uno dei capitoli del romanzo non è “leggibile” ma “ascoltabile” sul cd allegato, pieno di nuove canzoni che si collocano perfettamente nella cronologia narrativa del libro, eseguite col suo nuovo gruppo Vague Angels .

“Native Nod era un complesso hardcore di New York ispirato dai Rites Of Spring di Washington. Il loro repertorio e` stato raccolto postumo su Today puberty tomorrow the world (Gern Blandsten). I Van Pelt furono formati dal chitarrista dei Native Nod Chris Leo, che arruola Brian Maryanski (chitarra), Sean Green (basso) e Neil O’Brian (batteria). Il pop obliquo di Stealing from our favourite thieves (Gern Blandsten 1996) ricorda gli ultimi, piu` accessibili Sonic Youth (It’s a suffering, You are the glue). Sultans of sentiments (Gern Blandsten 1997) e` invece un lavoro piu` astratto che riduce l’impatto melodico e aumenta le sperimentazioni strutturali (Don’t make me walk my own leg, Nanzen kills a cat, The good, the bad and the blind). Il singolo Speeding train (Art Monk 1998) segna un ritorno all’hardcore melodico dei Native Nod e potrebbe essere considerato il loro brano piu` accessibile. Dopo lo scioglimento del complesso Chris Leo, la bassista Toko Yasuda e il batterista David Leto hanno formato i Lapse. Testi pretenziosi danno rilievo o danneggiano (a seconda dei gusti) il loro disco di debutto, Betrayal (Gern Blandsten 1998). Heaven ain’t happenin’ (Southern 2000) e` piu` musicale e meno colto, e le composizioni prendono il volo. Buffet, Basilico Basilica, Dragonflies e Into the psychomanteum esibiscono una fusione fra new wave, no wave, minimalismo e post-rock.”   – scaruffi

sito ufficiale: www.vagueangels.com

sito della casa editrice: http://www.fifthplanetpress.com/chris.htm

the lapse: http://www.southern.com/southern/band/LAPSE/

the van pelt: http://www.southern.com/southern/band/VANPT/

MP3 the van pelt: http://www.epitonic.com/artists/thevanpelt.html

MP3 the lapse: http://www.epitonic.com/artists/thelapse.html

MP3 native nod: http://www.epitonic.com/artists/nativenod.html

MP3 vague angels “let the formula forge itself fantastic” (dal cd che accompagna il romanzo “white pigeons”)
http://www.fifthplanetpress.com/audio/let%20the%20formula%20forge%20itself%20fantast.mp3

MP3 vague angels “the whole note has neither a flag nor a body” (dal cd che accompagnerà il nuovo romanzo “50 octaves below middle”) http://www.rockwellrock.com/r_audio/whole.mp3

foto ad alta risoluzione:

http://www.fifthplanetpress.com/photogallery.htm